Le imprese e i lavoratori autonomi che vogliono rafforzare la propria sicurezza informatica possono chiedere un contributo statale che tocca quota 20.000 euro. Lo sportello per presentare domanda apre il 10 novembre e chiude il 20 gennaio 2027, salvo il caso in cui i fondi stanziati si esauriscano prima.
Il voucher Cloud & Cybersecurity nasce per spingere le piccole e medie imprese ad adottare soluzioni di sicurezza digitale nuove rispetto a quelle già disponibili, oppure più avanzate di quelle attualmente in uso. Non basta quindi sostituire un servizio già presente con uno equivalente. Possono richiederlo le PMI e i professionisti con partita IVA che acquistano prodotti nuovi rispetto alla propria dotazione attuale, oppure che passano a strumenti più avanzati.
Il contributo copre il 50% della spesa ammissibile, con un tetto fissato a 20.000 euro, ed è a fondo perduto: non va restituito. Per accedervi, la spesa complessiva non può scendere sotto i 4.000 euro e il periodo per completarla non supera i 12 mesi dal momento in cui arriva la comunicazione di concessione. Chi sceglie invece la formula in abbonamento deve impegnarsi per almeno 24 mesi. I soldi arrivano in due tranche al massimo: la prima quando è stata completata metà del piano di spesa, la seconda a lavori conclusi.
Non tutte le spese in sicurezza rientrano nel bonus. Vanno bene tre categorie di interventi:
- hardware come firewall e sistemi di prevenzione delle intrusioni
- software come antivirus, crittografia dei dati e gestione della vulnerabilità
- servizi cloud, inclusi quelli gestionali come CRM ed ERP, oltre a configurazione e assistenza continuativa
Un vincolo separa questo bonus da un generico sconto sull’informatica aziendale: chi vende la soluzione deve figurare in un elenco di fornitori tenuto dal Mimit, il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Chi lo richiede, inoltre, deve garantire una connessione con almeno 30 Mbps in download.
La procedura per fare domanda si divide in due tempi. Dal 20 ottobre si può già compilare la pratica sul portale del Mimit, accedendo con Spid, Cns o Cie; l’invio effettivo, con la generazione del codice necessario a completare la richiesta, parte invece il 10 novembre. Tre provvedimenti attuativi reggono l’impianto. Il primo, un decreto di luglio 2025, fissa le regole generali. Il secondo, di alcuni mesi dopo, ha creato l’elenco dei fornitori abilitati. Il terzo, più recente e datato agosto di quest’anno, ha definito la procedura di invio.
Tra i requisiti da dichiarare c’è anche il rispetto dell’obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali introdotto dalla legge di bilancio 2024, già richiesto alle imprese per altri obblighi. Lo riporta Money.it, che dettaglia passo per passo l’intero iter di richiesta.
Chi valuta di aggiornare i propri sistemi di sicurezza ha convenienza a muoversi prima dell’apertura dello sportello. I fondi sono limitati e non esiste una corsia dedicata per chi invia prima: arrivare pronti dal 20 ottobre, con la pratica già compilata, riduce il rischio di restare fuori prima della scadenza formale di gennaio.
Dati e requisiti riportati da Money.it, articolo di Patrizia Del Pidio pubblicato il 18 agosto 2026.