L’industria cosmetica italiana ha chiuso il 2025 con 18 miliardi di euro di fatturato, il 2,9% in più dell’anno precedente. Secondo le stime dell’associazione di categoria Cosmetica Italia, il 2026 dovrebbe portare un’accelerazione ulteriore, con un fatturato in crescita del 4%.

Il perimetro del settore va oltre le sole aziende di cosmetici, perché comprende anche packaging, materie prime e macchinari, oltre alla distribuzione. Insieme, questi comparti valgono complessivamente 49 miliardi di euro e danno lavoro a circa 500.000 persone, di cui 105.000 impiegate direttamente dalle imprese cosmetiche.

A spingere la crescita prevista per il 2026 è soprattutto l’export, atteso in aumento del 5% e ormai vicino a coprire la metà del fatturato totale del comparto. Nel 2025 le vendite all’estero hanno toccato 8,6 miliardi di euro, il 4,1% in più rispetto all’anno prima. Il primo mercato resta quello statunitense, con 1,2 miliardi di euro di vendite; la Germania segue a quota 800 milioni, la Francia a 900 milioni.

Il risultato porta l’Italia al quinto posto tra i paesi esportatori di cosmetici a livello mondiale: le aziende italiane pesano per il 5,6% sulle vendite globali del settore. La bilancia commerciale è arrivata a un attivo di 5,1 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato.

Sul fronte interno i consumi hanno raggiunto 12,8 miliardi di euro, il 3,2% in più, un dato che rende l’Italia il terzo mercato europeo per la spesa in prodotti cosmetici e il decimo al mondo. A spingere gli acquisti è stato soprattutto l’e-commerce, cresciuto del 9,8% nell’anno. Per il 2026 l’associazione prevede un ulteriore aumento dei consumi del 3,5%.

Per categoria, i 4,3 miliardi di euro della cura della pelle restano la voce più pesante del comparto, davanti ai 2,95 miliardi della cura dei capelli e ai 2,26 miliardi della detergenza. Il make-up è rimasto stabile a 1,72 miliardi, mentre le fragranze, a 1,55 miliardi, sono il segmento più dinamico: crescono del 7,4% nell’anno.

L’Osservatorio 2026 è stato realizzato dal think tank Teha, la cui sigla estesa è The European House Ambrosetti. È stato presentato di recente all’assemblea pubblica di Cosmetica Italia. Nonostante i numeri positivi, lo studio segnala alcuni nodi da sciogliere nel biennio 2026-2027. Il presidente dell’associazione, Benedetto Lavino, ha descritto il comparto come capace di unire crescita, occupazione qualificata e capacità di innovare, ma ha chiesto una strategia nazionale che trasformi questa posizione di forza in un vantaggio duraturo per il sistema Italia.

Tra le priorità indicate per il biennio ci sono la semplificazione delle regole sulla transizione sostenibile, per rendere più prevedibili gli investimenti delle imprese, e un potenziamento del credito d’imposta per la ricerca e sviluppo, con un’aliquota che potrebbe salire fino al 40%. Cosmetica Italia chiede inoltre una strategia nazionale capace di trasformare la forza industriale del settore in un posizionamento internazionale più solido per il marchio Italian beauty.

Per chi lavora nella filiera o guarda al settore come investimento, il dato da seguire nei prossimi mesi è l’andamento dell’export verso gli Stati Uniti: eventuali dazi o tensioni commerciali potrebbero pesare proprio sul mercato che oggi genera la quota più alta delle vendite estere del comparto.

Dati e stime riportati da Il Sole 24 Ore, a firma di Marika Gervasio, nell’edizione di domenica 23 agosto 2026.