Lo scorso anno la consegna dei pacchi ha fruttato in Italia ricavi superiori a 8,86 miliardi di euro, il 3,6% in più rispetto agli 8,55 miliardi dell’anno prima. I margini degli operatori, però, si stanno assottigliando. Lo racconta Il Sole 24 Ore, che riprende lo studio Mercincittà.

Mercincittà esce nella collana 100 Numeri ed è firmato dai giornalisti di Uomini e Trasporti. Il debutto è avvenuto a Ecomondo, a Rimini. Il quadro parte dalle città, dove nel 2025 i pacchi recapitati sono stati circa 1,2 miliardi. Per Agcom la crescita è del 5,9% sul 2024 e del 29% sul 2021.

Il motore resta l’e-commerce. Il giro d’affari delle vendite online di merci è cresciuto di oltre quattro volte in un decennio: era 9,5 miliardi di euro, ora arriva a 42,6 miliardi. Più ordini significano più furgoni nelle strade, e quindi più traffico nei centri urbani già affollati. La distribuzione cittadina poggia su 4,6 milioni di mezzi sotto le 3,5 tonnellate.

La quota più alta, il 20,3% dei ricavi, è di Amazon. Poste Italiane è seconda con il 18%, Brt terza con il 15,9%, Dhl quarta con il 12,4%. Seguono Ups all’11,1%, Gls al 10,6% e FedEx-Tnt al 10,1%. I primi tre sommano oltre la metà del mercato. Tutti gli altri insieme si fermano all’1,6%.

Il problema è il prezzo. Nel 2025 un pacco ha reso in media 5,98 euro a chi lo consegna. Rispetto al 2024 il calo è dello 0,6%, rispetto al 2021 del 6,2%. Volumi e ricavi totali salgono, mentre l’incasso per singola consegna scende.

Per questo, secondo lo studio, la priorità per le imprese che portano davvero i pacchi ai clienti per conto dei grandi marchi è recuperare redditività. Il settore è anche frammentato: erano 5.579 le imprese italiane di corriere e trasporto espresso a giugno 2026, il 31,7% in più del 2017. Le ditte individuali sono il 65,8% del totale.

Sul campo le difficoltà sono concrete. Centri storici congestionati, regole d’accesso che cambiano da una città all’altra, tragitti lunghi per recapitare pacchetti minuscoli partiti dall’Estremo Oriente, orari stretti che erodono il guadagno. In flotta convivono furgoni con più di 15 anni di età e i primi mezzi automatizzati.

Il dato da seguire nei prossimi studi è quanto incassa in media ogni consegna: finché resta sotto i 5,98 euro del 2025, a crescere sono i volumi e non i margini di chi consegna. I volumi crescono, il margine no.

Secondo Il Sole 24 Ore, che il 3 novembre 2026 ha riportato i dati dello studio Mercincittà di Uomini e Trasporti.