Mercoledì 4 novembre il Senato ha dato il via libera a Coltiva Italia, con 64 astenuti, nessun voto contrario e 76 sì. La legge mette sul tavolo oltre 1,1 miliardi di euro per l’agricoltura. Secondo l’intervista al ministro Francesco Lollobrigida pubblicata da Il Sole 24 Ore, è il provvedimento di punta del governo Meloni per il settore.
I soldi vanno a tre capitoli. Il ministro ha spiegato che 300 milioni sono riservati alla carne bovina e altri 300 all’olio d’oliva. Poi c’è un fondo flessibile da 370 milioni, pensato per le filiere critiche che il ministero sceglierà più avanti.
Il grano duro, quello della pasta, è citato come candidato certo. Lollobrigida ha fatto anche i nomi di castagne marroni, tartufi e nocciole, produzioni in cui l’offerta italiana resta sotto la domanda del mercato. Nessuna di queste ha però una cifra assegnata.
Sull’allevamento, l’80% dei fondi va alle regioni del Mezzogiorno. L’idea è sostenere un allevamento estensivo nelle zone di collina e montagna del Sud. Per l’olio, dove ha colpito la Xylella sono previsti incentivi per reimpiantare con varietà resistenti. A guidare gli interventi sarà il Piano olivicolo nazionale.
Ai giovani e alle donne che fanno impresa agricola vanno 150 milioni. Il 35% arriva a fondo perduto, il restante 65% sotto forma di mutui agevolati. Lollobrigida lo affianca a un bando di Ismea, l’ente pubblico che gestisce terreni agricoli: 8.417 ettari da coltivare per dieci anni, con possibilità di acquisto a metà del valore iniziale.
Il testo prevede poi contratti di filiera sul grano duro, per proteggere i redditi dalle oscillazioni dei prezzi. Tre milioni sono destinati al commissario nazionale contro la Xylella, il cui incarico dura fino alla fine del 2028. Più poteri andranno ai Centri di assistenza agricola nei casi di irregolarità, e i controlli sull’origine partiranno da olio e conserve di pomodoro.
Il quadro generale lo dà il ministro stesso, e va letto come una sua rivendicazione. Lollobrigida parla di quasi 17 miliardi investiti nel settore tra manovre, Pnrr e misure minori, e dice che dal 2024 l’Italia guida l’Europa per valore aggiunto agricolo. Il dato arriva dal ministero, non da una verifica indipendente.
Resta un limite concreto. Come ha detto lui, i dettagli su olio, carne e fondo aperto saranno scritti nei decreti attuativi, ancora in fase di studio con organizzazioni agricole e regioni. Finché non escono, nessuna impresa sa quanto potrà chiedere e a quali condizioni.
Chi lavora in una di queste filiere deve quindi guardare ai decreti attuativi: i criteri di accesso ai contributi si decideranno lì.
Secondo l’intervista al ministro Francesco Lollobrigida pubblicata da Il Sole 24 Ore il 4 novembre 2026, il Senato ha approvato Coltiva Italia nella mattinata dello stesso giorno.