Sarà il 20 novembre il giorno dello sciopero generale che la Cgil proclamerà. Lo ha annunciato sabato 17 ottobre il segretario Maurizio Landini, parlando in piazza del Popolo a Roma durante l’evento intitolato “La Via maestra”.
Il sindacato guarda alla legge di Bilancio, cioè il testo con cui lo Stato decide quanto incassare e quanto spendere. Landini pretende dall’esecutivo delle risposte prima di quel passaggio. Secondo ANSA, ripresa da Soldionline, ha ricordato che quel giorno gli studenti europei hanno in programma la loro astensione.
Uno sciopero generale non riguarda una sola categoria. Punta a coinvolgere lavoratori di settori diversi e a pesare nella discussione politica proprio mentre si scrive la manovra. Sul tavolo ci sono salari, diritti, welfare.
Landini ha stimato le presenze in piazza: più di centomila persone, ha detto. Il numero è una valutazione del sindacato fatta dal palco. ANSA non riporta conteggi indipendenti.
Il segretario ha poi spiegato da dove nasce la scelta. Ha parlato di diritti in arretramento, di lavoro precario e di stipendi bassi, rivolgendosi soprattutto ai giovani e domandandosi quale mondo stia lasciando loro. A suo dire la Cgil si batte per ottenere diritti che le nuove generazioni oggi non hanno.
Il passaggio più politico riguarda la solidarietà. Landini l’ha definita un impegno concreto, non una dichiarazione di principio: chi se la cava un po’ meglio dovrebbe battersi per chi è più in difficoltà. Lo sciopero, per lui, è lo strumento che meglio incarna questa idea, perché chi si astiene dal lavoro difende i propri diritti e li allarga anche ad altri.
Ha richiamato anche la cornice giuridica: la Costituzione riconosce lo sciopero come diritto. Poi ha preso l’impegno a nome dell’intera organizzazione, dicendo che nessuno la fermerà e che la mobilitazione rimette al centro lavoro, diritti e giustizia sociale.
Mancano ancora molti dettagli. ANSA non indica quali categorie si asterranno dal lavoro, per quante ore, né quali richieste precise la Cgil porterà sul testo della manovra. Finché il sindacato non presenta la sua piattaforma, il contenuto verificabile resta il quadro politico: salari, precarietà, diritti dei giovani.
Un altro punto aperto è il rapporto con gli studenti europei, che scendono in piazza lo stesso giorno. Il sindacato non ha detto se le due iniziative saranno coordinate.
Per chi lavora, la data da segnare è il 20 novembre. Come si svolgerà l’astensione non è stato ancora comunicato, quindi le indicazioni operative arriveranno solo dopo la proclamazione ufficiale.
Secondo ANSA, ripresa da Soldionline il 17 ottobre 2026, l’annuncio è stato dato da Maurizio Landini a Roma.