Cerberus Capital Management ha messo sul tavolo un piano per rilevare una quota di BFF Bank: la banca, quotata a Piazza Affari, è specializzata nel recupero di crediti commerciali verso ospedali e amministrazioni pubbliche italiane ed estere. L’offerta mette sul piatto un aumento di capitale vicino ai 300 milioni di euro, costruito apposta per restare sotto la soglia del 30%, quella che fa scattare l’obbligo di lanciare un’opa sul resto delle azioni. La proposta non è vincolante.

Non è l’unica sul tavolo. Secondo quanto riferito giovedì 10 settembre da Bloomberg, BPER Banca ha proposto di rilevare i business dei pagamenti e della banca depositaria, AMCO punta al factoring e Gruppo Sella si è fatto avanti separatamente per i pagamenti. Tutte le parti coinvolte, BFF compresa, hanno preferito non commentare.

Dietro le mosse c’è un problema di patrimonio acceso dai controlli di Banca d’Italia, partiti a dicembre 2025 e chiusi a luglio con un giudizio negativo. Nel report finale, l’istituto centrale ha chiesto correzioni sulle fatture emesse prima del 2016 e sul modo in cui erano classificati crediti verso ospedali pubblici in Polonia. L’intervento ha eroso il CET1 per 17 milioni di euro circa, compensato solo in parte da un calo di circa 25 milioni negli attivi ponderati per il rischio. Al 30 giugno il cuscinetto di capitale era sottile: il CET1 ratio si fermava al 10,34% contro una soglia minima del 9,86%. Stessa storia per il Total Capital Ratio, fermo al 12,93% contro un requisito del 13,36%.

La vendita, con contestuale reinvestimento, di BTP italiani per 3,1 miliardi di euro, completata il 28 luglio, ha portato una plusvalenza di circa 62 milioni e spinto i ratio patrimoniali pro forma all’11,1% e al 13,6%. Il sollievo rischia però di essere temporaneo: senza un intervento esterno, BFF prevede che un nuovo deficit di capitale possa riaprirsi dal 2028, quando entrerà a regime il calendar provisioning sulle esposizioni classificate a fine 2025.

Il paradosso è che il business sottostante va bene: nel primo semestre i ricavi netti rettificati sono cresciuti del 9%, a 216,1 milioni di euro, e l’utile netto rettificato dell’8%, a 81,3 milioni. L’utile netto riportato scende invece a 51,4 milioni di euro, appesantito da 21,2 milioni di contraccolpo legato alle verifiche di Banca d’Italia.

Cerberus non arriva su un terreno sconosciuto: il fondo americano gestisce da anni crediti verso ospedali ed enti pubblici italiani attraverso un’altra partecipata. La struttura pensata per BFF, un aumento riservato più un’offerta in opzione agli altri soci, lascerebbe il controllo formale della banca fuori dalle mani di un singolo azionista. Rispetto a una capitalizzazione di appena 594 milioni di euro registrata venerdì 11 settembre, un’iniezione da 300 milioni pesa comunque tantissimo: il margine di manovra per gli altri soci resta stretto.

Il consiglio di amministrazione dovrebbe riunirsi il 25 settembre per valutare le proposte e scegliere se blindare l’accordo con un solo offerente. KPMG, nella revisione dei conti 2025, aveva già segnalato un’incertezza significativa sulla continuità aziendale, anche se il board ha scelto di redigere comunque il bilancio nell’ipotesi di continuità.

Per chi ha azioni o obbligazioni BFF in portafoglio, la differenza è sostanziale: un ingresso azionario lascia la banca intera con più capitale, una cessione per pezzi la smonta tra acquirenti diversi. La riunione del 25 settembre è il primo appuntamento da segnare in calendario.

Dati e cronologia riportati da BeBeez, che cita un’anticipazione di Bloomberg del 10 settembre 2026.