Le società energetiche che versano i dividendi in due esercizi consecutivi sconteranno un’aliquota anticipata del 39%, contro il 19,7% medio applicato oggi. Il governo ha reso permanente questa anticipazione introducendo un nuovo articolo, il 55 bis, nel Tuir, il codice che raccoglie le regole sulle imposte dirette. Per la platea coinvolta, la relazione tecnica stima dividendi annui da 1,696 miliardi di euro: ne deriverebbe un maggior gettito di 130,3 milioni.
Il decreto interviene anche sul lato opposto dei conti pubblici, tagliando temporaneamente l’accisa sul gasolio usato per l’autotrasporto. Sparisce così un gettito diretto di 66,6 milioni sul gasolio ordinario, a cui si aggiunge una perdita più piccola, 1,1 milioni, sulle aliquote agevolate per l’uso agricolo, e una terza, 0,2 milioni, per i motori fissi.
Una perdita minore, 1,4 milioni, riguarda i biocarburanti agevolati dal decreto legislativo 43, datato 2025. Sul fronte dei rimborsi, quelli che spettano a taxi e forze armate sul gasolio commerciale, il cambio di aliquota crea uno sfasamento tra imposta piena e conguaglio. L’impatto contabile negativo, 23 milioni nel primo anno, torna quasi tutto indietro attraverso i rimborsi: 0,2 milioni si recuperano già nel 2026, il grosso, 22,7 milioni, arriva nel 2027.
Contando anche gli effetti indiretti sull’Iva e i rinvii su Ires e Irap, il conto pubblico del taglio d’accisa cambia segno tre volte tra il 2026 e il 2028: un buco lordo di 105,6 milioni all’inizio, 25,4 milioni recuperati l’anno dopo, poi una coda negativa di appena 1,2 milioni nell’ultimo esercizio. Tolta la quota che spetta alle Regioni a statuto speciale, i tre numeri restano quasi identici: 100,3 milioni di rosso, 25,3 milioni di recupero, 1,1 milioni ancora sotto zero.
Il decreto tocca anche il gioco legale. Le maggiori entrate incassate grazie all’articolo 2 finanziano il Fispe, il fondo pensato per sostenere interventi economici di respiro strutturale, con due tranche: prima 2,6 milioni, poi, l’anno successivo, altri 25,4 milioni. Per i concessionari, i costi delle campagne contro la ludopatia salgono: l’ADM, l’ente che sovrintende a dogane e monopoli, li stima in 3 milioni il primo anno e in 7 milioni quello dopo. Da spese generiche diventano spese di rappresentanza secondo l’articolo 108 del Tuir, con paletti più stretti sulla deducibilità.
Per le società energetiche che programmano la distribuzione dei dividendi su due esercizi, la finestra per adeguare i piani si è già ristretta. L’aliquota del 39% vale dal decreto in vigore, non da un futuro bilancio: chi ha già deliberato il pagamento dilazionato dovrà ricalcolare l’impatto sull’utile netto distribuibile prima della prossima assemblea.
Dati e stime tratti dalla relazione tecnica del decreto, riportati da Il Sole 24 Ore nell’edizione del 31 agosto 2026.