L’Aran ha firmato il 6 agosto 2026 il Ccnl Istruzione e Ricerca, relativo al triennio 2022-2024: il nuovo testo è il contratto collettivo nazionale per il personale dirigente. L’intesa riguarda dirigenti di scuole, Afam, università, aziende ospedaliero-universitarie ed enti di ricerca.
Gli aumenti mensili non sono uguali per tutti: cambiano in base alla fascia dirigenziale e al settore di appartenenza. Dal 1° gennaio 2024 decorrono tutte le nuove cifre, applicate retroattivamente alla firma. Il gradino più alto, 285 euro al mese, spetta ai dirigenti di prima fascia impegnati negli enti di ricerca e all’Asi. Per dirigenti scolastici, Afam, università, aziende ospedaliero-universitarie e per la seconda fascia dirigenziale degli enti di ricerca l’aumento è invece di 230 euro al mese.
Secondo le tabelle pubblicate da QuiFinanza, lo stipendio annuo lordo tabellare della prima fascia dirigenziale negli enti di ricerca e all’Asi sale da 60.102,87 a 63.807,87 euro, un incremento di 3.705 euro ogni anno. Si aggiunge la retribuzione di posizione, che cresce di 215 euro al mese e sale a 42.598,20 euro annui.
Lo stipendio annuo lordo tabellare del personale dirigente scolastico e Afam passa da 47.015,73 a 50.005,73 euro. La retribuzione di posizione fissa sale invece di 90 euro al mese, fino a 14.515,11 euro annui, con un tetto massimo di 48.084,81 euro. Le stesse cifre valgono per i dirigenti di università e aziende ospedaliero-universitarie, così come per la seconda fascia dirigenziale degli enti di ricerca.
Oltre alla parte economica, il contratto interviene sulla gestione di ferie e permessi. Ai dirigenti spettano 28 giorni di ferie con la settimana organizzata su cinque giorni, 32 su sei. Chi arriva al primo incarico nella pubblica amministrazione parte invece da 26 o 30 giorni, fino al regime pieno, raggiunto dopo tre anni di attività. Sono previsti anche permessi retribuiti: fino a 8 giorni per concorsi, esami e aggiornamento professionale, 3 per lutto, 3 per motivi personali e familiari, più un congedo per chi si sposa di quindici giorni consecutivi.
Il nuovo testo tocca anche la mobilità dei dirigenti scolastici, che alla scadenza dell’incarico potranno chiedere il trasferimento in un’altra regione per un massimo dell’80% dei posti disponibili. Vengono riviste anche alcune norme disciplinari legate alla recidiva nel biennio e ai casi più gravi. In caso di malattia il contratto sospende il periodo di prova, e il dirigente scolastico può mantenere il posto fino a 18 mesi.
Per chi lavora oggi come dirigente in questi settori, gli arretrati relativi ai mesi trascorsi dal gennaio 2024 arriveranno con i primi cedolini successivi alla firma: conviene controllare la busta paga dei prossimi mesi per verificare che il conguaglio sia stato applicato correttamente.
Dati e tabelle retributive riportati da QuiFinanza nell’articolo di Federica Petrucci pubblicato il 10 agosto 2026.