Cato ha chiuso un round che vale 6 milioni di euro, cifra che porta la raccolta complessiva della startup a 7,6 milioni. A guidare l’operazione è Keen Venture Partners, fondo di venture capital olandese specializzato in tecnologie per la crescita delle piccole e medie aziende europee, insieme ai soci che avevano già investito nel primo giro di finanziamento.

Dietro Cato ci sono due soci: Zorzetto, che guida l’azienda come amministratore delegato, e Bossolini, responsabile della parte tecnica. La piattaforma è arrivata sul mercato a inizio anno, con un pre-seed guidato da Italian Founder Fund. In pochi mesi ha portato a bordo 150 clienti attivi tra settore medicale, informatica, servizi ed edilizia: aziende che usano l’intelligenza artificiale per orientarsi tra i bandi di gara pubblici.

Il mercato che la startup punta a servire è grande quanto poco digitalizzato. Il valore degli appalti pubblici italiani sfiora i 309 miliardi di euro: nel 2025 sono cresciuti del 13,9%, secondo la relazione annuale dell’Anac. Nonostante le cifre, sei piccole e medie imprese su dieci faticano ancora a competere per una commessa pubblica. Un dato Istat del 2025 mostra che solo il 15,7% ha introdotto strumenti di intelligenza artificiale nei propri processi di partecipazione, mentre tra le grandi aziende la stessa quota sale al 53,1%. Il divario è quello che il nuovo Codice degli Appalti e le prossime scadenze del Pnrr rendono più urgente da colmare.

La piattaforma di Cato copre l’intero percorso di una gara. Tiene sotto controllo oltre 27.000 fonti, tra cui Gazzetta Ufficiale, MePa, Anac e i portali regionali, segnala i bandi compatibili con il profilo di ogni cliente, individua nei documenti i requisiti richiesti e il metro con cui l’offerta verrà giudicata, e pre-compila la documentazione amministrativa e tecnica che di solito richiede ore di lavoro manuale. La decisione finale sull’invio dell’offerta resta sempre dell’azienda.

Zorzetto racconta che i clienti trovano nello strumento un alleato per individuare le gare più adatte e capirne i requisiti, aumentando le possibilità di vittoria. Burke, che in Keen Venture Partners ricopre il ruolo di General Partner, descrive il procurement pubblico come uno dei pochi grandi flussi di lavoro dell’economia europea rimasti senza software dedicato. Vede la ragione per cui questo mercato merita di essere costruito da zero nella complessità del sistema italiano: più di 300 miliardi di euro l’anno gestiti da 22.000 stazioni appaltanti diverse.

Con i nuovi fondi Cato punta ad ampliare il team, oggi a quota 35 persone, e la rete commerciale. Tra i primi innesti c’è Luisa Gamba, che dal 2021 guidava le partnership con il settore pubblico di Amazon Business Italia e porta una conoscenza diretta di come le istituzioni comprano tecnologia.

Il nuovo round arriva a pochi mesi dal pre-seed, un ritmo di raccolta insolito che segnala quanto gli investitori considerino strategico il procurement pubblico assistito dall’intelligenza artificiale. Per le pmi italiane che oggi rinunciano a partecipare ai bandi per mancanza di tempo o competenze interne, la scommessa di Cato è semplice: trasformare uno strumento del genere nella differenza tra restare fuori dal mercato degli appalti e vincerne una fetta.

Dati e dichiarazioni riportati da Forbes.it nell’articolo pubblicato il 7 settembre 2026.