Mercoledì 4 novembre 2026 la card Dedicata a te riceve i primi 500 euro. Poste Italiane emette questa prepagata e la destina ai nuclei il cui Isee ordinario arriva al massimo a 15mila euro. È il quarto anno di fila per questa social card. Ad aprile 2027 dovrebbe arrivare un secondo versamento di pari importo, quindi ogni nucleo può contare su 1.000 euro complessivi.

Secondo Panorama, che ha pubblicato la guida il 20 ottobre, la domanda non esiste. L’Inps individua da sola i beneficiari, partendo dalle attestazioni Isee già presentate, e i Comuni completano i controlli. Per chi ha fatto l’Isee quest’anno non c’è nulla da compilare.

Chi rientra. I requisiti sono tre: residenza in Italia, Isee ordinario sotto la soglia dei 15mila euro, iscrizione all’anagrafe di ogni componente della famiglia. Restano fuori i nuclei che già prendono Assegno di inclusione o Carta acquisti. Stesso discorso se in casa qualcuno incassa Naspi, Dis-Coll oppure la cassa integrazione. Avere l’Isee giusto non garantisce nulla, perché le carte disponibili non bastano per tutti.

Quando mancano le carte, si parte dai nuclei di tre o più persone con figli minorenni. A parità di condizioni vince l’Isee più basso. Chi sta appena sotto la soglia, senza figli piccoli, può quindi restare a mani vuote.

Come controllare. L’elenco è pubblicato dal Comune di residenza, di norma tra le notizie del suo sito oppure nella pagina dei servizi sociali. I nomi non compaiono. Ogni famiglia si riconosce dal protocollo della Dsu, il modulo da presentare per avere l’Isee. Quel codice è stampato in cima all’attestazione e comincia con INPS-ISEE-2026; poi basta cercarlo nel file.

Dove si ritira. Chi aveva la tessera nelle edizioni precedenti e risulta ancora beneficiario deve solo aspettare la ricarica. Per i nuovi arrivati è il Comune a mandare l’avviso. Poi si passa da uno sportello postale abilitato, con un documento di riconoscimento valido e il proprio codice fiscale.

C’è una scadenza da segnare: il 16 dicembre 2026. Entro quel giorno serve almeno un acquisto. Se la carta resta ferma, si blocca e il contributo va perso.

Cosa si compra. Il credito vale per la spesa alimentare di base nei punti vendita convenzionati. Sono esclusi gli alcolici e, a differenza del passato, anche il carburante. Le intese tra il ministero e Lidl, Conad, Coop e Federdistribuzione aggiungono uno sconto del 15% alla cassa, che si somma alle promozioni già attive in quei supermercati.

Se il numero non c’è. Non trovarsi in elenco non prova di per sé uno sbaglio. Prima conviene controllare di avere aperto la versione definitiva e di avere cercato il protocollo corretto, soprattutto quando si hanno più attestazioni Isee. Le cause più frequenti sono la precedenza data ai nuclei numerosi o l’incompatibilità con un’altra misura contro la povertà.

Il Comune non può aggiungere nessuno e non esiste una finestra per candidarsi in ritardo: la selezione spetta solo all’Inps. Per un chiarimento si può andare dai servizi sociali del proprio Comune o in una sede Inps, portando con sé l’attestazione e il numero di protocollo.

Chi pensa di rientrare farebbe bene a cercare il proprio codice negli elenchi già nei prossimi giorni, così da arrivare al 4 novembre sapendo se aspettare l’accredito o rivolgersi a uno sportello.

Secondo Panorama, nell’articolo di Cristina Colli pubblicato il 20 ottobre 2026.