Debutta nei prossimi mesi la nuova ondata di Carta Dedicata a Te, il sussidio da 500 euro destinato a beni di prima necessità, che raggiungerà 1.177.597 famiglie individuate su base Isee. Poste Italiane si occuperà della consegna, mentre la scelta dei beneficiari spetta ai singoli Comuni. Il numero definitivo degli aventi diritto arriva da un calcolo pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura.
Rispetto all’edizione dello scorso anno la platea si allarga di 20.000 unità. Possono accedere al sussidio i nuclei con un Isee sotto i 15.000 euro; qualora le risorse si esaurissero prima del previsto, la precedenza va alle famiglie con almeno un figlio sotto i 14 anni. Chi ha già compilato la DSU e possiede un indicatore in regola non deve presentare nessuna domanda ulteriore. Chi riceve il sussidio per la prima volta viene convocato in un ufficio postale, mentre chi lo ha già ottenuto negli anni scorsi se lo vede recapitare direttamente a casa.
Il sussidio non arriva come bonifico ma tramite una tessera fisica ricaricata da Poste Italiane, perché il suo utilizzo è vincolato a categorie di spesa specifiche, diversamente da come funziona ad esempio per l’Assegno Unico Universale. Prima che le card arrivino nelle case servono diversi passaggi in sequenza: l’Inps compone le graduatorie, i Comuni hanno una finestra per segnalare correzioni, le liste tornano quindi all’Inps che le trasmette a Poste, e infine è Poste a spedire le tessere ai beneficiari. Messi uno dietro l’altro, questi passaggi possono superare i sessanta giorni complessivi: alcune tessere potrebbero comparire già in autunno inoltrato, ma per la distribuzione su tutto il territorio conviene aspettare novembre.
La platea dei beneficiari non è distribuita in modo uniforme sul territorio, secondo l’elaborazione dei dati comunali diffusa da QuiFinanza. In cima alla lista c’è Napoli, dove la card arriverà a 28.536 persone, seguita da Roma con 27.443. Chiudono la top cinque Palermo, con 18.447 beneficiari, Milano, con 13.642, e Catania, a quota 10.604.
All’estremo opposto, tra i capoluoghi di maggior peso demografico, cinque restano sotto quota mille tessere: Ancona con 994, Udine con 981, Arezzo con 963, Cesena con 956 e Pesaro, ultima con 951. Sono le uniche grandi città a fermarsi sotto quella soglia.
Il divario riflette soprattutto la diversa incidenza della povertà tra Nord e Sud, più che il peso demografico delle singole città: Milano, che ha più del doppio degli abitanti di Palermo, distribuirà comunque meno tessere. Chi ha un Isee vicino alla soglia dei 15.000 euro dovrebbe verificare nelle prossime settimane con il proprio Comune tempi e modalità della convocazione, perché è l’ordine con cui arrivano le graduatorie a decidere quando la carta sarà davvero spendibile.
Dati ripresi da QuiFinanza, pubblicati domenica 13 settembre 2026 a firma di Matteo Runchi.