Il Consiglio dei ministri riunito ieri ha esaminato nuove misure contro il caro carburanti, con il weekend del grande esodo estivo alle porte e lo sconto sulle accise sul gasolio in scadenza giovedì. Secondo quanto risulta ad Adnkronos, alla vigilia della riunione nessuna decisione era stata ancora formalizzata. Le risorse restano il vero ostacolo: l’extra gettito Iva incassato a luglio, la fonte più immediata a cui attingere, si è rivelato troppo esiguo per finanziare da solo un nuovo intervento.
Alla riunione preparatoria di lunedì, il cosiddetto pre Cdm, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha detto al Quotidiano Nazionale che il governo avrebbe potuto valutare ulteriori interventi sul prezzo della benzina. Urso ha legato la decisione finale all’evoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz, che pesa sulle quotazioni internazionali del greggio monitorate da vicino dal Ministero dell’economia.
La prima ipotesi discussa è la proroga dello sconto già attivo sul gasolio: 17 centesimi complessivi, divisi tra 14 di accisa e 3 di Iva, che nella versione di luglio è costato 125 milioni di euro. Quella misura è stata coperta dalle sanzioni anti speculazione, da un fondo pubblico dedicato agli interventi di politica economica, oltre che da un meccanismo, le cosiddette accise mobili, che gira sul taglio delle imposte le maggiori entrate generate dai rincari, annullandone l’effetto sul prezzo alla pompa. A luglio il governo aveva scelto di agire solo sul gasolio per non scaricare i rincari sul trasporto merci su gomma, che è il maggiore consumatore di quel carburante.
Ora non è escluso un intervento anche sulla benzina, sempre tramite le accise mobili, per un costo aggiuntivo stimato in almeno 100 milioni di euro. La seconda ipotesi in campo è un bonus una tantum sulla social card, tra 80 e 100 euro, per 1,2 milioni di famiglie, ricalcato sul sostegno straordinario per le bollette elettriche del decreto Bollette. Anche in quel caso la spesa prevista supera i 100 milioni di euro. Per ora restano solo simulazioni. Prenderanno forma concreta quando sarà chiaro quante risorse il bilancio pubblico può davvero stanziare.
Le varie edizioni del taglio sulle accise, varate finora per limitare sui prezzi dei carburanti l’effetto della guerra in corso in Iran, hanno già pesato per circa 2 miliardi di euro sulle casse pubbliche, un conto che complica la ricerca di nuove coperture. Chi si mette in viaggio nel weekend dell’esodo pagherà un prezzo diverso alla pompa a seconda che il rinnovo arrivi o meno. Il taglio attuale sul gasolio scade giovedì.
Dati e dichiarazioni raccolti da Adnkronos il 4 agosto 2026, alla vigilia del Consiglio dei ministri.