Un emendamento alla Legge di Bilancio 2027, approvato in Commissione, prevede la possibilità di portare il canone Rai da 90 a 70 euro l’anno. Non è però una decisione presa. Lo sconto vale solo se si trovano i soldi per pagarlo.

Lo ha ricostruito Money.it mercoledì 14 ottobre. Il meccanismo è quello di una norma programmatica con clausola sospensiva: la riduzione dipende da un decreto attuativo del Ministero dell’Economia, che arriverà soltanto se emergeranno le risorse per coprire il minor incasso della televisione di Stato. Senza quel decreto, nulla cambia.

Per il 2027 il canone resterebbe quindi a 90 euro. Continuerebbe a comparire nella bolletta della luce, dove è stato inserito nel 2016 per ridurre l’evasione.

Per una famiglia, il vantaggio è piccolo. Venti euro in meno all’anno fanno circa 1,60 euro ogni mese, una cifra che difficilmente sposta il bilancio domestico. Chi si aspetta un cambiamento visibile nella busta della spesa resterà deluso.

Il conto si fa pesante sul fronte pubblico. Con 22 milioni di famiglie che risparmiano 20 euro, il minor incasso potenziale arriva fino a 440 milioni di euro. Qualcuno dovrà metterli: lo Stato con altre entrate, oppure la Rai riducendo ciò che offre.

Qui sta il nodo politico. La Rai finanzia il servizio pubblico con gli abbonamenti, e se il taglio fosse compensato con denaro pubblico il risparmio sarebbe soltanto di facciata. I cittadini pagherebbero meno alla Rai e di più, in modo indiretto, attraverso le tasse.

Il quadro, insomma, ha due spinte opposte. Da una parte c’è la volontà di ridurre il peso delle tasse per i nuclei familiari. Dall’altra ci sono i limiti di bilancio e il rischio di togliere risorse importanti alla televisione pubblica, e la combinazione porta alla prudenza. Il risultato è una promessa con una condizione attaccata, non uno sconto garantito.

C’è poi la questione simbolica. Il canone è tra le imposte che gli italiani sopportano meno, perché lo percepiscono come ingiusto, e per questo i partiti lo mettono al centro delle campagne elettorali. Ogni anno si riparla di taglio o abolizione.

Anche stavolta il testo non indica la copertura. Nessun passaggio dice quali risorse il Ministero dovrebbe usare o entro quando dovrebbe decidere. Quel silenzio pesa più dei 20 euro in palio.

Per i prossimi mesi, il segnale da seguire è il testo finale della manovra: se compare una copertura precisa, lo sconto diventa credibile. Se non c’è, chi paga la bolletta a gennaio troverà ancora 90 euro di canone.

Secondo Money.it, articolo di Patrizia Del Pidio pubblicato mercoledì 14 ottobre 2026.