Per ogni articolo acquistato online fuori dall’Unione e spedito in piccoli pacchi, la Commissione europea chiede 2 euro di commissione di gestione. Secondo QuiFinanza, il calendario ne prevede l’applicazione a partire dal 1° novembre, a iter europeo concluso. Chi ordina da piattaforme extra Ue trova quindi un costo in più, che si somma a quelli già in vigore.
La misura si chiama handling fee ed è stata formalizzata con un atto delegato. Serve a coprire il lavoro delle dogane: acquisizione e controllo dei dati, verifiche, analisi del rischio. Il volume è enorme. Nel 2025, stando alla documentazione che accompagna la misura, le autorità europee hanno gestito 6 miliardi di articoli circa, arrivati in piccoli invii, in netta prevalenza dalla Cina.
Non va confusa con il dazio forfettario da 3 euro che pesa oggi sui piccoli pacchi. Il dazio colpisce la merce importata. La commissione, invece, paga la macchina doganale. Sono due prelievi con scopi diversi e il secondo si aggiunge al primo: per un solo articolo, i prelievi europei salgono a 5 euro.
Il calcolo parte dal singolo articolo, non dalla spedizione. Un pacco con tre prodotti diversi costa più di un pacco con un prodotto solo. Conta anche come la merce viene classificata: la base sono le diverse voci doganali presenti nel pacco. E come già per il dazio, non vale più l’esenzione che copriva fino a 150 euro di valore.
Formalmente non paga il consumatore. Il versamento tocca a chi sta nella filiera dell’importazione, cioè piattaforme, venditori o corrieri. Il nuovo quadro europeo, spiega QuiFinanza, sposta gradualmente la responsabilità verso chi rende possibili gli acquisti a distanza.
Il costo, però, può finire sul prezzo finale. Sullo scontrino difficilmente comparirà una voce con scritto “tassa sui pacchi”. L’importo può essere assorbito dal prezzo della merce, dalle spese di spedizione o da altri oneri della piattaforma. Chi compra non lo vedrà separato, ma lo pagherà lo stesso.
Il peso dipende dal prezzo dell’oggetto. Su una cover da 4 euro, 5 euro di prelievi più che raddoppiano il conto. Su un prodotto molto più caro cambiano poco. Colpisce quindi soprattutto gli acquisti piccoli e ripetuti.
QuiFinanza cita anche una tassa italiana da 2 euro sulle spedizioni extra Ue. Il testo non spiega come si combini con la commissione europea, quindi il totale per pacco resta da verificare. Quel dato dipende da quale prelievo scatta per primo e da chi lo gira ai clienti.
Se ordinate spesso da piattaforme extra Ue, confrontate il prezzo totale al checkout prima e dopo il 1° novembre: lì si vede se la commissione è stata girata a voi.
Secondo QuiFinanza, in un articolo di Federica Petrucci pubblicato martedì 6 ottobre 2026.