Il mercato dei trasferimenti internazionali ha chiuso l’estate 2026 a 8,5 miliardi di euro spesi dai club di tutte le federazioni, un nuovo massimo storico per il calcio professionistico. Il numero arriva dall’International Transfer Snapshot, il report che la Fifa pubblica al termine di ogni sessione di mercato, e conta 121.500 trasferimenti registrati sulla piattaforma dell’organizzazione con sede a Zurigo.
Il Mondiale disputato quest’estate tra Canada, Messico e gli Stati Uniti ha dato una spinta ulteriore agli affari. 267 calciatori che avevano partecipato al torneo hanno cambiato maglia nei mesi successivi, muovendo un giro d’affari vicino ai tre miliardi. È una cifra enorme se si pensa che oggi un giocatore viene seguito da scout e piattaforme di analisi dati molto prima di arrivare a un Mondiale, eppure la vetrina iridata continua a spingere le trattative più di ogni altro evento del calendario.
Nella classifica per campionato, a spendere di più resta il calcio inglese: solo per i trasferimenti internazionali i club della Premier hanno versato 2,6 miliardi di euro, cifra che sale ancora se si contano pure gli affari chiusi tra squadre dello stesso paese. Al secondo posto, a sorpresa vista la stagione europea recente dei nostri club, c’è la Serie A: i club italiani hanno investito 950 milioni di euro. Seguono la Liga spagnola con 808 milioni, la Bundesliga tedesca con 777 milioni e la Ligue 1 francese con 551 milioni.
Sul fronte opposto, quello degli incassi da cessioni, il primato cambia paese. È la Francia ad aver venduto per il valore più alto, 1,46 miliardi di euro, davanti proprio all’Inghilterra, che ha incassato 1,2 miliardi dalle uscite. Il conto per i club inglesi resta comunque in rosso: tra quanto versato in entrata e quanto incassato dalle vendite, il passivo sfiora 1,4 miliardi.
La Serie A, al contrario, non compare tra i primi cinque paesi per incassi da cessioni. È il segno di una difficoltà che i club italiani si trascinano da tempo: piazzare sul mercato i giovani più promettenti o i calciatori considerati in esubero. Le cessioni di Palestra e di Ahanor restano, in questo senso, eccezioni più che una tendenza consolidata. La strada scelta più spesso dai nostri club è il prestito, una formula che rimanda in avanti l’incasso pieno oppure riporta il giocatore alla base entro dodici mesi dal trasferimento.
Per chi segue i bilanci del calcio italiano, la sessione di gennaio sarà un primo test concreto. Se anche nel mercato invernale la Serie A continuerà a cedere poco e soprattutto a prestito, la capacità dei club di reinvestire in nuovi acquisti resterà limitata, con riflessi diretti sulla competitività in campo nella seconda parte della stagione.
Dati tratti dall’International Transfer Snapshot della Fifa, riportati da Panorama in un articolo di Giovanni Capuano del 3 settembre 2026.