Caddy’s, l’insegna drugstore che fa capo al gruppo padovano Dmo, cambierà alleanza commerciale dal 1° gennaio 2027: uscirà dal sistema consortile Drug Italia per entrare nel Gruppo VéGé. Lo ha reso noto ieri Il Sole 24 Ore, che ha raccolto le prime reazioni dei vertici coinvolti.
Con l’arrivo di Caddy’s, il network VéGé arriverà a contare 32 imprese associate e 3.590 negozi sul territorio nazionale. Il giro d’affari 2025 del gruppo si è fermato a 16,2 miliardi di euro in totale. Sul fronte opposto, Dmo da sola ha chiuso lo stesso esercizio con ricavi oltre quota 300 milioni di euro: una cifra piccola rispetto al fatturato complessivo di VéGé, ma rilevante per il segmento drugstore, dove Dmo è tra le insegne italiane più radicate.
La sede di Dmo si trova a Pernumia, comune del Padovano, e l’azienda vende prodotti di igiene, beauty e articoli per la casa, oltre a tutto ciò che riguarda la cura della persona. È guidata da Fabio e Annalisa Celeghin, rispettivamente presidente e vicepresidente, che descrivono l’operazione come la prosecuzione di un percorso avviato da anni più che come una svolta improvvisa: l’insegna, dicono, entra nel nuovo network mantenendo la propria identità.
Il presidente di VéGé, Giovanni Arena, lega l’operazione al piano industriale del gruppo, ribattezzato Progetto VéGé 2030, che punta a un fatturato aggregato di 20 miliardi di euro. Arena insiste sul fatto che l’obiettivo del gruppo non sia solo dimensionale: la crescita in valore, dice, conta quanto quella in fatturato. L’amministratore delegato Giorgio Santambrogio inquadra invece l’ingresso di Caddy’s nell’evoluzione dei consumi delle famiglie italiane, sempre più orientati verso categorie come cura della persona e igiene quotidiana.
Dietro le dichiarazioni ufficiali, il movimento racconta soprattutto una dinamica di consolidamento nella distribuzione italiana. Le catene indipendenti di dimensioni medie, come Caddy’s, faticano sempre di più a reggere da sole gli investimenti in innovazione dell’assortimento e nella rete di negozi: aderire a un consorzio più grande permette di condividere potere contrattuale con i fornitori e accesso a progetti comuni, in cambio di una parte dell’autonomia gestionale. Drug Italia perde così un’insegna il cui giro d’affari supera quota 300 milioni di euro, un segnale che merita attenzione per chi segue le alleanze nel settore.
Caddy’s negli ultimi anni ha già rinnovato il proprio formato di vendita: negozi più moderni, assortimento meno dipendente dalle sole promozioni, un posizionamento che punta su qualità e consulenza oltre che su convenienza. Il direttore commerciale di Dmo, François Xavier Tah, collega esplicitamente questo percorso all’ingresso in VéGé, un ambiente più ampio dove confrontarsi e crescere secondo le sue parole.
Nessuna delle due parti ha reso nota una valutazione economica dell’accordo né condizioni finanziarie specifiche: si tratta di un’adesione a un consorzio di imprese associate, non di un’acquisizione, e i comunicati diffusi restano dichiarazioni delle società coinvolte più che dati verificati da terzi.
Per chi lavora nella distribuzione specializzata o gestisce punti vendita indipendenti nel drugstore, il caso Caddy’s è un indicatore da monitorare: se il modello di aggregazione VéGé continuerà ad attrarre insegne regionali con fatturati sopra i 200-300 milioni di euro, la mappa dei consorzi italiani nella grande distribuzione potrebbe ridisegnarsi nei prossimi due o tre anni.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore nell’articolo pubblicato giovedì 17 settembre 2026.