A settembre lo stipendio cresce per centinaia di migliaia di lavoratori italiani, grazie ai rinnovi contrattuali firmati nei mesi scorsi. L’aumento non è uguale per tutti: la cifra dipende dal livello di inquadramento e dal contratto collettivo che si applica, e in alcuni casi arriva insieme al pagamento degli arretrati.
Il gruppo più numeroso è quello del comparto Funzioni centrali: qui rientra chi lavora nei ministeri, nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici privi di natura economica. NoiPA ha confermato che l’aggiornamento tocca circa 200.000 dipendenti, sulla base del contratto collettivo 2025-2027 firmato in via definitiva il 6 agosto scorso. Nella busta paga di settembre arriveranno sia il nuovo stipendio sia gli arretrati accumulati da gennaio 2025.
Gli importi variano per area professionale. Gli operatori vedono l’assegno salire di 89,50 euro lordi, cifra che sale a 126,60 euro quando il contratto sarà pienamente a regime dal 2027. Per gli assistenti si parte da 94,20 euro fino a 133,20 euro; i funzionari passano invece da 114,40 euro a 161,80 euro, mentre le professionalità più elevate del comparto vedono l’assegno crescere da 156,20 euro fino a 221 euro. Attenzione: le due cifre non vanno sommate, la seconda è il traguardo finale che include la prima. Per gli operatori il conguaglio arretrato viaggia intorno ai 1.092 euro, mentre per gli assistenti sale a 1.150; ai funzionari spettano invece 1.397 euro, e alle professionalità più elevate del comparto arrivano fino a 1.907 euro, cifre già al netto degli acconti versati in precedenza.
Anche i dipendenti di Poste Italiane vedono una nuova tranche a partire dal primo settembre, prevista dal contratto di categoria che regola il rapporto (Poste è partecipata dallo Stato, ma il personale non rientra nel pubblico impiego). Per un lavoratore di livello C l’assegno lordo cresce di 51 euro al mese. Il percorso di adeguamento prosegue nei prossimi anni: altri 50 euro si aggiungeranno dal 2027, con un ulteriore scatto di 40 euro a dicembre dello stesso anno, fino a un aumento complessivo di 192 euro mensili lordi che include anche la tranche riconosciuta nel 2025. Sale anche il buono pasto, di 40 centesimi, un valore che arriva a 6,70 euro quando il turno dura sette ore e la pausa cade tra le 12 e le 15, e a 5,20 euro per le altre situazioni previste dal contratto. Il contributo aziendale al fondo pensione FondoPoste passa invece dal 2,3% al 2,5%.
Nel settore privato gli aumenti sono più frammentati ma comunque diffusi: chi applica il contratto Fipe per la ristorazione collettiva riceve fino a 40 euro lordi al mese al livello più alto, mentre chi lavora nelle agenzie di viaggio con il contratto dell’industria turistica ottiene 30 euro in più al livello C2. Aggiornamenti minori toccano anche panificatori, agenzie marittime, allevatori e alcune scuole private. Per capire se l’aumento spetta davvero, conviene controllare il contratto scritto sul proprio cedolino: lavorare nello stesso comparto non garantisce la stessa decorrenza.
A questo si aggiunge, per chi ha presentato il modello 730 in estate, la possibilità di vedere il rimborso Irpef già in questa busta paga. Il termine per la dichiarazione va chiuso entro il 30 settembre, ma il pagamento dipende dai tempi di elaborazione del datore di lavoro: se il conguaglio non fa in tempo a entrare nel cedolino di settembre, slitta a ottobre.
Chi ha un contratto vicino a una di queste scadenze farebbe bene a controllare fin da ora le voci di dettaglio sul proprio cedolino, così da segnalare per tempo eventuali importi mancanti prima della busta paga successiva.
Dati ripresi da un articolo di Simone Micocci pubblicato su Money.it il 14 settembre 2026.