Poste Italiane ha lanciato il mese scorso il nuovo Buono 3x4 con premio, un titolo pensato per chi vuole investire a lungo termine. Dura dodici anni, divisi in quattro blocchi da tre anni ciascuno: il tasso sale a ogni blocco, e un bonus finale premia solo chi arriva fino in fondo.
Il meccanismo premia la pazienza. Nei primi tre anni il tasso lordo resta all’1%, poi passa al 2% nel secondo blocco, sale al 3,01% nel terzo e arriva al 6,04% negli ultimi tre anni. Gli interessi maturano anno dopo anno e producono a loro volta altri interessi, quindi il rendimento complessivo cresce più in fretta del semplice aumento del tasso.
A chiudere il ciclo arriva un bonus dell’8% lordo sul capitale versato, riconosciuto una tantum a chi non ha mai chiesto un rimborso anticipato. Al netto della tassazione agevolata quel bonus vale circa il 7% aggiuntivo sul capitale iniziale. Secondo i dati riportati da QuiFinanza, chi sottoscrive con 10.000 euro e tiene il titolo per l’intero periodo si ritrova con un capitale lordo di 14.248,89 euro: il guadagno netto supera i 3.700 euro.
Il prelievo fiscale è uno dei punti di forza del prodotto. Gli interessi pagano un’imposta sostitutiva del 12,5%, meno della metà di quella applicata alla maggior parte dei prodotti finanziari, ferma al 26%. Non c’è imposta di successione, e il bollo si applica solo sopra i 5.000 euro di valore rimborsato. Ai fini ISEE il prodotto non pesa sul patrimonio mobiliare della famiglia fino a una soglia di 50.000 euro, la stessa esenzione che vale per libretti e titoli di Stato.
La sottoscrizione parte da una soglia bassa, 50 euro, e non prevede costi di ingresso o di uscita. L’unica spesa prevedibile riguarda l’eventuale duplicazione di un titolo cartaceo, 1,55 euro. Il capitale è comunque garantito dallo Stato, indipendentemente da quanto a lungo venga tenuto.
Chi esce prima della scadenza rinuncia però a parte del guadagno. È possibile chiedere il rimborso anche prima dei dodici anni, ma il calcolo degli interessi si blocca solo a fine blocco, non prima: chi ritira i fondi prima dei tre anni non incassa nulla, e chi esce a metà di un blocco già avviato non porta a casa gli interessi accumulati in quella fase. Il bonus finale, in ogni caso, spetta soltanto a chi resta fino al dodicesimo anno.
Questa struttura rende il prodotto più adatto a chi ha già altre riserve liquide per le emergenze e può permettersi di lasciare la somma ferma per un decennio abbondante. Chi pensa di avere bisogno della somma investita entro pochi anni ottiene un guadagno più modesto, calcolato solo sul blocco già concluso, senza alcun premio a compensare l’attesa mancata.
Per chi valuta l’ingresso, il confronto va fatto con altri buoni postali a durata più breve o con conti deposito vincolati, che offrono rendimenti certi in tempi più brevi ma senza il bonus finale. Prima di sottoscrivere conviene simulare quanto a lungo si è davvero disposti a immobilizzare la somma: è quella scelta, più del tasso nominale, a determinare il rendimento reale dell’investimento.
Dati e condizioni del prodotto riportati da QuiFinanza il 27 agosto 2026.