Cassa Depositi e Prestiti ha alzato dal 24 luglio i rendimenti di due buoni fruttiferi postali a quattro anni, il Buono 4 anni Plus e il Buono Soluzione Eredità. Per chi ha 5.000 euro pronti da vincolare, la differenza tra le due versioni del buono è più ampia di quanto sembri a prima vista. CDP è la finanziaria pubblica che fa capo al Ministero dell’Economia ed emette i buoni postali. Poste Italiane si limita a distribuirli allo sportello. Lo segnala Money.it.

Il Buono 4 anni Plus non richiede requisiti oltre a quelli standard dei buoni postali: maggiore età, titolarità di un libretto o di un conto corrente postale, e il rispetto della soglia minima di ingresso. Con la nuova serie il rendimento lordo sale al 2,00% annuo, l’1,76% al netto delle imposte, contro l’1,50% lordo della serie precedente, in vigore fino al 23 luglio. Sull’intero quadriennio il guadagno netto arriva al 7,212%: su un investimento di 5.000 euro sono 360,64 euro di interessi a scadenza. La sottoscrizione minima resta di 50 euro e il buono si può riscattare in ogni momento. Chi lo fa prima dei quattro anni però riceve indietro il capitale versato, ma perde tutti gli interessi maturati nel frattempo.

Il Buono Soluzione Eredità segue la stessa logica quadriennale. Il pubblico ammesso è più ristretto, ma il rendimento è nettamente superiore. Il tasso lordo passa dal 2,00% della vecchia serie al 2,50% della nuova, in vigore anch’essa dal 24 luglio. Il rendimento lordo finale sfiora l’11%, per la precisione il 10,381%, mentre al netto scende al 9,083%: su 5.000 euro l’interesse a scadenza arriva a 454,18 euro, oltre cento euro in più di quanto rende il Buono 4 anni Plus.

Il rendimento più alto non è disponibile a chiunque abbia i requisiti base dei buoni postali: il Soluzione Eredità resta riservato a chi ha appena concluso una pratica di successione in Poste Italiane. Si può sottoscrivere dal giorno dopo la chiusura della pratica e non oltre il novantesimo giorno da quando le somme ereditate vengono liquidate al beneficiario. La sottoscrizione minima resta di 50 euro, ma va fatta allo sportello: a differenza di altri buoni non è acquistabile online, nemmeno da chi è abilitato all’home banking. Anche qui il riscatto prima dei quattro anni resta possibile, sempre alle stesse condizioni del Buono 4 anni Plus.

Il rialzo resta comunque modesto rispetto ad altri strumenti a reddito fisso. Un conto deposito vincolato per quattro anni può arrivare fino al 3,50% lordo, che scende al 2,59% dopo la ritenuta del 26%. Su 5.000 euro il netto finale, dopo aver tolto la tassa e il bollo, è di 478 euro. Le banche più competitive oggi offrono piuttosto un 3,30% o un 3,20%.

Sul fronte dei titoli di Stato la misura di riferimento è un BTP a scadenza comparabile, il Tf 0,95% Ag30, che rende il 3,15% lordo, il 3,01% netto. Il prezzo attuale, 91,85, spiega la maggior parte del guadagno atteso, che arriva più dal recupero verso la pari che dalle cedole semestrali. Il codice identificativo è IT0005403396.

La differenza pratica tra i due strumenti sta nella liquidità. Il BTP paga cedole ogni sei mesi e permette di uscire in profitto se il prezzo recupera terreno nei prossimi mesi, mentre il buono postale trattiene tutto l’interesse fino alla scadenza. Chi sceglie il buono guadagna in cambio due cose: nessun rischio di mercato sul capitale, e un ingresso minimo di appena 50 euro, contro almeno mille euro nominali richiesti da un BTP.

Chi ha 5.000 euro da vincolare per quattro anni e cerca zero pensieri troverà nei nuovi buoni postali un rendimento leggermente più alto rispetto a due mesi fa. Chi è disposto ad aprire un conto titoli o un conto deposito otterrebbe oggi qualche decina di euro in più sulla stessa cifra e sulla stessa scadenza. Conviene confrontare i due percorsi prima di firmare, soprattutto per chi ha appena chiuso una successione e può accedere al rendimento più alto del Soluzione Eredità.

Dati e cifre riportati da Money.it in un articolo di Stefano Vozza del 10 agosto 2026, basato sugli aggiornamenti di Cassa Depositi e Prestiti del 24 luglio.