Con i due Btp Valore “gemelli” riservati ai privati lo Stato ha incassato 16,6 miliardi, secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze riportati da QuiFinanza. Venerdì 23 ottobre, alle ore 13, il collocamento si è chiuso con 560.029 contratti firmati. In media ogni risparmiatore ha investito una cifra appena inferiore ai 30.000 euro.
Il più richiesto è stato il Btp Valore con cedole crescenti ogni tre mesi: 12,07 miliardi di euro in 385.962 contratti. Il tasso parte da 3,75% nei primi due anni, sale a 4,20% nel terzo e nel quarto, e arriva a 4,75% nell’ultimo. Il rendimento medio sull’intera durata è del 4,13%.
Il Btp Valore Insieme, l’altro titolo, ha attirato 4,55 miliardi di euro con 174.067 contratti. Qui non ci sono cedole intermedie: l’interesse viene pagato in un’unica soluzione al rimborso e vale il 22,70% in cinque anni, cioè un rendimento medio del 4,54%. Entrambi i titoli scadono nel 2031 e possono comprarli solo i cittadini privati.
Quale conviene dipende da cosa fai con le cedole. Il titolo trimestrale premia chi le reinveste man mano. Il Btp Valore Insieme, invece, conviene a chi non ha intenzione di toccare gli interessi prima della scadenza.
Il confronto con il mercato dà un vantaggio ai due titoli, anche se contenuto. I Btp ordinari con durata simile rendono poco più del 4%, quindi il premio per chi ha sottoscritto è di qualche decimale. Intanto il Btp decennale ha sfiorato quota 4,70%, segno che gli investitori istituzionali (banche e fondi) vendono titoli di Stato.
Il Tesoro accetta di pagare più interessi per una ragione che QuiFinanza individua nel tipo di compratore. I piccoli risparmiatori italiani tendono a tenere i Btp fino alla scadenza e a non venderli sotto pressione. Una quota maggiore di debito in mano ai privati lo rende meno esposto agli sbalzi dei mercati, e quando gli istituzionali vendono, i privati fanno da freno.
C’è però un costo. Il premio sui rendimenti pesa sugli interessi che lo Stato versa ogni anno, e il Governo lo considera il prezzo per avere un debito più stabile. Il bilancio finale dice che la scommessa ha avuto una risposta ampia dal pubblico.
Per chi ha mancato la finestra di collocamento, il riferimento da seguire ora è il Btp ordinario a cinque anni sul mercato, che paga poco sopra il 4%. Chi è entrato ha invece un rendimento già fissato fino al 2031, qualunque cosa faccia il mercato nel frattempo.
Dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze riportati da QuiFinanza il 23 ottobre 2026.