Giovedì 10 settembre il Tesoro ha versato la cedola trimestrale della settima serie del BTP Valore 2032, il titolo con ISIN ordinario IT0005696338 collocato all’inizio di marzo. Il piazzamento aveva raccolto poco più di 16.200 milioni di euro attraverso 522.214 contratti, con un investimento medio per sottoscrizione di 31.065 euro in tutto. Le regole dell’emissione fissano il regolamento al 10 marzo, data da cui parte il conto alla rovescia verso la scadenza sei anni più avanti.

Il collocamento era nato in una settimana turbolenta per i mercati. Alla vigilia il Tesoro aveva indicato cedole del 2,50%, del 2,80% e del 3,50% per i tre bienni della vita del bond, ma nei giorni dell’offerta le tensioni tra Stati Uniti e Iraq hanno spinto in alto il costo richiesto dagli investitori. Il collocamento si è chiuso con tassi più generosi: 2,60% nei primi due anni, 3,20% nel biennio successivo, 3,80% negli ultimi due, con in aggiunta un premio dello 0,8% del capitale riservato a chi conserva il titolo fino alla scadenza. Sommando cedole e premio, il rendimento ponderato medio arriva al 3,333% lordo annuo, oltre un quarto di punto sopra i tassi annunciati all’apertura del collocamento.

Da questa cornice nascono tre vantaggi che oggi rendono interessante il BTP Valore Sc Mar32 per chi lo sta valutando solo adesso, non per chi lo aveva già sottoscritto a marzo.

Il primo riguarda il rateo, la quota di cedola già maturata ma non ancora incassata. Chi ha acquistato il titolo proprio giovedì, nel giorno dello stacco, non ha versato nulla al venditore: il conteggio riparte da zero e cresce giorno dopo giorno fino al prossimo appuntamento di dicembre, quando toccherà lo 0,65% lordo del capitale investito.

Il secondo vantaggio arriva dal prezzo. Le contrattazioni di mercoledì 9 settembre si sono chiuse su un valore di 96,93, il livello più basso mai toccato dal titolo da quando è quotato. Chi compra sotto la pari incassa, oltre alle cedole periodiche, anche la differenza fino al valore pieno che il Tesoro rimborserà a scadenza.

Il terzo vantaggio discende dal secondo. Chi entra ora a un prezzo scontato ottiene un rendimento effettivo vicino al 3,8% lordo annuo, più alto di quello medio incassato da chi aveva sottoscritto il bond in collocamento. Il tempo residuo dell’investimento, circa cinque anni e mezzo contro i sei iniziali, rende il conto ancora più favorevole per chi acquista adesso: lo stesso rendimento va guadagnato in meno tempo.

Il Tesoro non ha ancora annunciato la prossima emissione della famiglia Valore, ma le finestre usate in passato per le serie definite speciali, tra metà ottobre e metà novembre, lasciano pensare che un ottavo collocamento possa arrivare entro un paio di mesi.

Chi ha già il BTP Valore 2032 in portafoglio ha incassato questa settimana la cedola senza muovere un dito. Chi valuta invece di comprarlo ora dovrebbe guardare al prezzo di mercato più che al tasso nominale annunciato a marzo: è lo sconto attuale, non la cedola di partenza, a stabilire quanto rende davvero l’investimento da qui alla scadenza del 2032.

Dati e cronologia del collocamento riportati da Money.it in un articolo di Stefano Vozza pubblicato giovedì 10 settembre 2026.