Il rendimento del BTP a dieci anni ha guadagnato 9 punti base ed è salito al 4,27%, superando quota 4,20% proprio nel giorno in cui la Banca Centrale Europea deve annunciare la sua decisione sui tassi. Il Bund tedesco è salito al 3,43%, in rialzo di 6 punti base, e lo spread tra i due titoli ha raggiunto quota 84.

La stessa giornata negativa ha colpito i Treasury americani dopo l’annuncio del segretario al Tesoro Scott Bessent: un piano di riacquisto di titoli a lunga scadenza per un valore massimo di 6 miliardi di dollari, il triplo dei 2 miliardi con cui era partito, già raddoppiati il mese scorso. Il rendimento del biennale americano ha raggiunto il 4,423%.

Il petrolio è il motore di questa fiammata dei rendimenti. Il future sul Brent ha superato quota 100 dollari, primo sfondamento di questa soglia da fine luglio, mentre il WTI è arrivato a 95 dollari. Il greggio più caro complica sia i conti della BCE di Christine Lagarde sia quelli della Fed, che oggi ha Kevin Warsh al vertice: se l’energia resta cara, per entrambe diventa più difficile giustificare tagli ai tassi nei prossimi mesi.

Le vendite non hanno risparmiato nessun grande mercato obbligazionario europeo. Il decennale francese, l’OAT, è salito al 4,32%, quello spagnolo, il Bonos, al 3,88%: entrambi hanno guadagnato tra i 7 e i 9 punti base. Sono saliti anche Grecia e Portogallo, il primo al 4,12% e il secondo al 3,77%. Ancora peggio i Gilt britannici, arrivati al 5,22%: il balzo arriva il giorno dopo un’asta di debito pubblico britannico a trent’anni, chiusa al livello più caro dal 1998.

Oggi il Consiglio direttivo della BCE comunica la decisione sui tassi insieme alle nuove stime su crescita e inflazione dell’area euro. I mercati scommettono su un nuovo rialzo, proprio mentre il petrolio più caro rischia di far salire ulteriormente le previsioni sui prezzi. La Fed di Warsh si esprimerà a sua volta il 16 settembre.

Non tutte le letture della giornata sono negative per l’Italia. Laura Cooper, a capo del credito macro globale presso Nuveen, la società di gestione patrimoniale statunitense, giudica probabile che la mossa di oggi chiuda per il 2026 la sequenza di rialzi della BCE: la legge più come cautela contro il petrolio caro che come l’inizio di una nuova stretta duratura. Cooper prevede inoltre che lo spread tra BTP e Bund possa riavvicinarsi ai livelli minimi toccati a giugno, spinto dagli investimenti finanziati da Unione Europea e Germania, e consiglia di combinare scadenze a cinque anni con la parte più lunga della curva italiana.

Chi ha un mutuo a tasso variabile dovrebbe seguire con attenzione l’esito di oggi: un altro rialzo, anche se letto come cautelativo, si tradurrebbe in una rata più pesante nei prossimi adeguamenti. Chi valuta di comprare BTP conviene invece aspettare la decisione della BCE, perché un rialzo oltre le attese farebbe scendere ulteriormente il prezzo dei titoli già in circolazione.

Dati e dichiarazioni riportati da Money.it in un articolo di Laura Naka Antonelli pubblicato mercoledì 9 settembre 2026.