Il Ministero dell’Economia mette oggi in asta il BTP Short Term con scadenza 30 ottobre 2028, il titolo con matricola IT0005729733 collocato per la prima volta il 28 agosto. La cedola resta fissa al 3% annuo, pagata a metà con due stacchi semestrali, il 30 aprile e il 30 ottobre.

L’obbligazione ha una vita residua di poco più di due anni dal prossimo regolamento e un flottante già arrivato a 3 miliardi di euro. Il collocamento di oggi offre tra 2,25 e 2,5 miliardi di euro nella tranche ordinaria, più un mezzo miliardo riservato agli specialisti nella tranche supplementare del giorno dopo. Chi vince l’assegnazione dovrà versare anche i 31 giorni di interessi già accumulati dal titolo.

Le richieste dei risparmiatori privati si sono chiuse mercoledì, con taglio minimo di 1.000 euro e multipli di quella cifra. Il regolamento dei titoli assegnati arriverà lunedì 28 settembre.

Sul mercato secondario il bond nel frattempo ha perso terreno rispetto al debutto: mercoledì mattina il prezzo era sceso a 99,03, giù dello 0,38% dalla chiusura di martedì, dopo un minimo recente di 98,85. Il prezzo sotto la pari spinge il rendimento lordo a scadenza sopra il 3,5%, un livello alto per un bond con cedola già al 3%, e riflette settimane di mercato poco favorevole a chi emette debito sovrano in questo periodo. Se il rendimento restasse agli stessi livelli, un investimento tenuto fino al 2028 porterebbe circa il 7% lordo complessivo in due anni.

Il confronto con le alternative più prudenti spiega perché il titolo interessa chi cerca un parcheggio sicuro per capitali importanti. Un conto corrente non paga quasi nulla e lascia il capitale esposto all’inflazione. I depositi vincolati di Poste Italiane, come i prodotti a 6, 12 e 18 mesi, restano tassati al 26% e rendono meno di questo BTP, anche se restano senza spese di gestione e permettono tagli minimi più bassi. Il conto deposito bancario paga la stessa aliquota del 26%, mentre il BTP sconta la tassazione agevolata del 12,5% riservata ai titoli di Stato: su un rendimento del 3,5%, la differenza di aliquota vale da sola diversi decimi di punto di rendimento netto. La liquidità gioca a favore del BTP quando serve rivendere prima della scadenza, perché i volumi di scambio sono già alti e cresceranno ancora quando la nuova emissione allargherà il flottante in circolazione.

Chi ha già in portafoglio liquidità parcheggiata su un conto deposito in scadenza nelle prossime settimane dovrebbe confrontare il rendimento netto reale, al netto della diversa aliquota fiscale, prima di rinnovare automaticamente il vincolo.

Dati e prezzi riportati da Money.it in un articolo di Stefano Vozza pubblicato mercoledì 23 settembre 2026, alla vigilia dell’asta.