Un BTP in scadenza tra circa 15 mesi permette oggi di calcolare in anticipo quanto capitale serve per portare a casa 1.000 euro netti, complici i rendimenti saliti dopo le tensioni nel Golfo. Il titolo di riferimento è il BTP con cedola al 2,65%, identificato dal codice ISIN IT0005500068, che rimborsa il capitale il primo dicembre 2027. Il calcolo lo pubblica oggi Money.it. Un caso concreto, non un consiglio d’acquisto.
Chi acquista oggi il titolo e lo tiene fino al rimborso incassa una cedola semestrale dell’1,325% lordo, che scende all’1,159% una volta applicata la ritenuta del 12,50% riservata ai titoli di Stato. Il prezzo oggi si aggira sui 99,72 euro ogni 100 di nominale, con un rendimento lordo a scadenza vicino al 2,9%. Sommando cedole incassate e capitale rimborsato, il guadagno complessivo arriva al 3,3% netto entro la scadenza di dicembre 2027. Il calcolo, però, vale solo per chi arriva fino in fondo.
Per centrare un obiettivo di 1.000 euro netti servono circa 32.000 euro di capitale nominale, ma quella soglia copre solo le imposte sulla rendita e le commissioni bancarie. Al lordo dei soli costi di gestione il ritorno netto salirebbe a 1.030 euro, cifra che si riduce esattamente a mille una volta sottratte anche quelle spese. Chi vuole tenere conto pure dell’imposta di bollo sul deposito titoli deve alzare l’asticella a 35.000 euro di nominale, per restare al sicuro sopra la soglia. Tre soglie diverse, un solo obiettivo.
Questi numeri valgono a una condizione precisa: tenere il titolo fino alla scadenza di dicembre 2027. Chi vende prima si espone alle stesse oscillazioni di prezzo registrate nell’ultimo anno, tra un minimo di 99,32 euro il 23 marzo e un massimo di 101,67 euro il 5 settembre dello scorso anno. Sui dodici mesi, il rendimento del titolo è già negativo per circa l’1,3%, segno che chi lo ha venduto di recente ha incassato meno di chi lo ha tenuto fermo. Più si avvicina il rimborso, meno il prezzo oscilla: la duration modificata del titolo, all’1,23%, mostra che i movimenti dei tassi si riflettono solo in minima parte sulle quotazioni residue. Chi vende con qualche mese d’anticipo resta comunque esposto a quel margine.
C’è poi una distinzione che il calcolo sopra non copre: il target di 1.000 euro è nominale, non reale. Se si considera anche l’effetto dell’inflazione sul potere d’acquisto, un singolo BTP a breve scadenza smette di bastare da solo. Serve un portafoglio diversificato, costruito su un orizzonte più lungo. In casi come questo un confronto con un consulente finanziario indipendente aiuta a valutare le alternative con più cognizione di causa.
Chi valuta un’operazione simile deve verificare due cose prima di fare due conti in tasca propria. La prima è l’orizzonte temporale davvero previsto, perché vendere prima della scadenza espone alle oscillazioni di prezzo appena descritte. La seconda è l’aliquota fiscale che si applica al proprio caso, perché cambia il netto finale rispetto a qualunque stima generica come questa.
Dati ed elaborazioni sul BTP in scadenza a dicembre 2027 riportati da Money.it in un articolo di Stefano Vozza pubblicato il 19 agosto 2026.