Il BTP Tf 1,70% con scadenza a settembre 2051 porta scritto un rendimento netto del 4,42% se tenuto fino alla fine, ma quella percentuale non è la cedola che il titolo paga ogni anno. La cedola resta ferma all’1,70% lordo, circa l’1,49% netto dopo l’aliquota del 12,5% che lo Stato applica ai titoli pubblici italiani.

Il resto del rendimento arriva da un altro meccanismo. Oggi il titolo si compra a un prezzo inferiore a 100, e nel 2051 lo Stato lo rimborsa esattamente a 100. Quella differenza, spalmata su oltre venticinque anni, spiega la parte più consistente del 4,42% complessivo. Per incassarla per intero bisogna portare il titolo fino alla scadenza, cedola dopo cedola.

C’è un secondo numero che pesa quanto il rendimento, e che nel confronto tra titoli resta spesso fuori discussione: la duration, l’indicatore che dice quanto si muove il valore di un’obbligazione quando cambiano i tassi sul mercato. Per il BTP 2051 la duration modificata è 17,49. Se i tassi richiesti dagli investitori salissero di un punto percentuale, il prezzo del titolo potrebbe scendere all’istante di circa il 17,5%, secondo la stima teorica che non tiene conto di movimenti più ampi.

Il confronto con altre due scadenze rende visibile la differenza. Novembre 2031 è la scadenza del BTP Fx 3,15%, che oggi quota circa 98,50 e rende il 3,08% netto, con una duration di appena 4,67; la sua cedola lorda del 3,15% scende a circa il 2,76% netto. Nel mezzo si colloca febbraio 2036, scadenza del BTP Fx 3,45%: prezzo intorno a 95,91, rendimento netto del 3,56%, duration a 7,79. Tra il titolo più lungo e quello più corto dei tre ballano 1,34 punti percentuali di rendimento netto, a fronte di una duration quasi quattro volte superiore.

Quel divario non è un difetto del titolo più lungo: è il prezzo del tempo che serve per arrivare alla scadenza. Quando i tassi di mercato salgono, le obbligazioni già emesse perdono valore perché compaiono sul mercato alternative più remunerative, e quanto più lontana è la scadenza tanto più il prezzo può scendere. Quando i tassi scendono succede il contrario: chi ha in portafoglio un titolo a lunga duration vede il prezzo salire più degli altri, perché in oltre venticinque anni di vita del titolo possono succedersi più cicli di tassi in entrambe le direzioni.

Vendere prima della scadenza significa incassare il prezzo di mercato del giorno, non il 4,42% calcolato oggi. Se nel frattempo il mercato ha iniziato a chiedere rendimenti più alti, quel prezzo può risultare inferiore a quanto pagato all’acquisto, anche dopo anni di cedole incassate regolarmente. Chi guarda un BTP a scadenza lunga dovrebbe leggere la duration insieme al rendimento, non il rendimento da solo, per capire quanti anni di oscillazioni di prezzo è pronto ad attraversare prima del rimborso finale a 100.

Dati e calcoli su cedole, prezzi e duration riportati da Money.it il 20 agosto 2026.