Brown-Forman, la società di Louisville proprietaria del marchio Jack Daniel’s, ha perso l’11% in borsa negli ultimi dodici mesi mentre l’indice S&P 500 saliva di quasi il 19,3%. Il titolo BF.B capitalizza oggi circa 12,7 miliardi di dollari, una cifra che pesa meno se confrontata con il ritmo del resto del mercato azionario americano. Anche il 2026 non ha invertito la rotta: il rialzo del 4,2% da gennaio resta lontano dal 12,4% guadagnato dall’S&P 500 nello stesso periodo.
Il confronto con i concorrenti del comparto non aiuta l’azienda del whisky. XLP, l’ETF che segue i titoli difensivi legati ai consumi di base, ha reso il 4,5% nell’ultimo anno e il 10,2% da inizio 2026: Brown-Forman non batte solo il mercato ampio, resta indietro anche rispetto al proprio settore.
Dietro la performance debole c’è un problema di ricavi. Nei tre anni scorsi le vendite sono calate in media del 2,4% l’anno, un ritmo che racconta una domanda più debole di quanto ci si aspetterebbe da chi guida le vendite mondiali di whisky americano. Guardando ai dodici mesi che restano da qui, gli analisti stimano vendite quasi immobili, non un’inversione di rotta. L’utile per azione ha seguito la stessa china discendente: per l’esercizio fiscale che chiude ad aprile 2027 il consenso prevede un calo dell’11,1%, a 1,70 dollari diluiti. Negli ultimi quattro trimestri la società ha superato le attese di Wall Street una sola volta e le ha mancate nelle altre tre occasioni.
Il giudizio degli analisti riflette questa cautela. Su diciassette valutazioni raccolte, una è “Strong Buy”, dodici sono “Hold”, una è “Moderate Sell” e tre sono “Strong Sell”: due mesi fa i “Strong Buy” erano ancora due, segno che il consenso si è raffreddato ulteriormente. L’analista Steve Powers di Deutsche Bank ha portato il prezzo obiettivo a 27 dollari, un rialzo di un dollaro rispetto alla stima precedente, mantenendo però il giudizio invariato su un livello neutrale. Il target medio di 27,46 dollari lascia solo l’1,1% di margine sopra i circa 28,44 dollari a cui il titolo tratta oggi. Solo la stima più ottimista, a 35 dollari, indicherebbe un rialzo vicino al 29%, ma resta un’opinione isolata in un quadro dominato dalla prudenza.
Il marchio Jack Daniel’s continua a offrire un cuscinetto difensivo che altri settori non hanno nei momenti di rallentamento dei consumi. Non basta però a spiegare tre anni di ricavi in contrazione né una previsione di utili ancora in calo per il prossimo esercizio. Chi ha in portafoglio il titolo, o valuta di entrarci ora, dovrebbe guardare al prossimo trimestre come al primo vero test: se le vendite non si stabilizzano lì, il margine di rialzo indicato dagli analisti rischia di restare solo sulla carta.
Dati ed estratto originariamente riportati da Money.it (Redazione Money Premium) nell’articolo pubblicato lunedì 24 agosto 2026.