Venerdì 9 ottobre il Tesoro ha messo sul mercato BOT annuali per 8 miliardi, con un rendimento medio del 3,175%: 21 punti base in più rispetto all’asta del 9 settembre. Secondo Teleborsa, citata da Money.it, è il livello più alto da luglio 2024. Nelle stesse ore il BTP decennale scendeva verso il 4,55%.
Nella stessa seduta lo Stato ha pagato di più sul debito a dodici mesi e meno su quello decennale. Le richieste hanno toccato 11,51 miliardi, con una copertura di 1,44. Per un BOT annuale è un valore ordinario, lontano da ogni tensione e da ogni assalto ai titoli.
La corsa dei rendimenti brevi è netta. Ad agosto l’asta si era chiusa al 2,768%, a settembre al 2,967%. In due mesi il rendimento ha guadagnato circa 40 punti base. Il titolo ha scadenza 14 ottobre 2027 e rifinanzia BOT per 9,9 miliardi in scadenza il 14 ottobre 2026, quindi non fa crescere il debito a breve.
Il motivo è la politica monetaria. La BCE ha alzato di 25 punti base il tasso sui depositi, il secondo rialzo del 2026, e dal 16 settembre quel tasso è al 2,50%. Un titolo a un anno sconta la media dei tassi attesi nei dodici mesi successivi: il 3,175% incorpora circa 67 punti base di ulteriore stretta, cioè due mosse da 25 e una parte della terza.
Non è un allarme sul rischio Italia. Il differenziale con i titoli tedeschi è rientrato a 105-107 punti base dai 130 di una settimana prima, mentre calavano anche i rendimenti francesi. A tirare giù la parte lunga ha contribuito il raffreddamento delle tensioni sul greggio, dopo quanto detto da Washington sui negoziati con Teheran.
Per chi compra, conta il netto. Con l’imposta sostitutiva del 12,5% e la commissione massima dello 0,15% sugli acquisti in asta, il 3,175% lordo diventa circa il 2,6%. Su 1.000 euro di nominale sono 26 euro a scadenza. Lo stesso calcolo, a settembre, dava il 2,425% netto su un lordo del 2,967%, in linea con Assiom Forex.
Resta il nodo dell’inflazione. Secondo l’Istat, a settembre i prezzi sono saliti del 4,2% annuo, dal 3,3% di agosto, e confrontato con quel dato il rendimento reale del BOT è sotto zero di un punto e mezzo abbondante. Ma l’impennata viene quasi tutta dall’energia (+22,3%), mentre l’inflazione di fondo si ferma all’1,7%. Un rincaro dell’energia esce dal calcolo annuo dopo dodici mesi, salvo nuovi rincari.
Comprare il BOT, insomma, è una scommessa che nel 2027 il petrolio e il gas non ripetano la corsa di quest’anno. Se rientrano, il rendimento reale diventa positivo, ma di pochi decimi. Se la tensione si riaccende, resta sotto zero.
Le date utili sono vicine. Martedì 13 ottobre tocca ai BTP a scadenza media e lunga. Venerdì 16 il Tesoro comunica le cedole minime del BTP Valore, in vendita dal 19 ottobre, che dovranno battere un BOT più generoso di un mese fa. Il 28 e 29 ottobre si riunisce la BCE.
Se hai liquidità ferma per un anno, confronta il netto del BOT con il BTP Valore dopo il 16 ottobre. Il verdetto sul 3,175% lo darà la BCE a fine mese.
Money.it, Ufficio Studi, articolo pubblicato venerdì 9 ottobre 2026.