Il Tesoro torna sul mercato mercoledì con una nuova emissione di BOT a dodici mesi, il titolo di Stato a breve scadenza con cui lo Stato italiano finanzia una parte del debito pubblico, identificato dal codice ISIN IT0005729220. L’offerta base parte da 8 miliardi di euro e potrà salire fino a 8,8 miliardi grazie al collocamento supplementare di giovedì, riservato ai grandi intermediari che partecipano abitualmente alle aste di titoli di Stato.
Il Tesoro dovrà rimborsare in questi stessi giorni un importo quasi identico, relativo ai BOT annuali collocati nell’agosto dello scorso anno: l’operazione rinnova quindi un debito già esistente, senza far crescere lo stock complessivo. La domanda dovrebbe restare solida. Basterebbe che chi possiede i titoli in scadenza reinvestisse l’intero importo per coprire la nuova offerta.
Per chi valuta di impiegare 5.000 euro di liquidità in questa asta, la domanda pratica è quanto renda davvero l’operazione. Con una scadenza di appena un anno la parola più corretta non è “investimento” ma “impiego temporaneo di liquidità”. Sulle scadenze corte il rendimento resta comunque interessante in questa fase. È un motivo in più per chi preferisce aspettare un momento migliore prima di bloccare capitali su scadenze più lunghe.
Un utile termine di paragone, calcolato da InvestireOggi, arriva dall’asta precedente, andata in scena a luglio. In quell’occasione il BOT a un anno aveva reso il 2,69%; il prezzo di aggiudicazione era stato di 97,345 centesimi, mentre il rapporto tra richieste e offerta si era fermato a 1,45. Sul mercato secondario il rendimento oggi viaggia intorno al 2,70%, un livello che riflette le attese di ulteriori strette monetarie nell’Eurozona entro la fine dell’anno.
Ipotizzando un prezzo di emissione in linea con quello di luglio, chi impiega 5.000 euro pagherebbe un costo di acquisto di 4.867,25 euro. Il BOT non paga cedole lungo il percorso: il guadagno nasce dalla differenza tra il prezzo pagato oggi e i 5.000 euro pieni, restituiti per intero il giorno del rimborso, fissato al 13 agosto 2027. Quella differenza è di 132,75 euro lordi. Al netto delle imposte scende a circa 116,15 euro.
È il guadagno che l’investitore incasserebbe in 364 giorni, i giorni che corrono dal regolamento del 14 agosto fino alla scadenza del titolo. Le alternative a basso rischio non sembrano più convenienti: un conto deposito vincolato offriva in media, a giugno, il 2,31% lordo, circa l’1,70% netto. La differenza principale sta nella flessibilità di uscita. Un titolo di Stato, per esempio, può essere rivenduto prima della scadenza con perdite potenziali minime, vista la durata breve, mentre chi vincola la liquidità in un conto deposito rischia di perdere l’intero interesse se preleva prima del termine concordato.
Chi ha liquidità pronta e vuole solo parcheggiarla in attesa di occasioni migliori sui titoli a scadenza più lunga trova nell’asta di mercoledì un’opzione a basso rischio, con un rendimento netto superiore a quello offerto oggi dai conti deposito comparabili. La variabile da guardare nei prossimi giorni è il rapporto tra domanda e offerta registrato all’asta. Se resterà sopra la soglia toccata a luglio, il segnale è che il mercato considera ancora convenienti le scadenze brevi.
Dati e calcoli tratti dall’analisi di Giuseppe Timpone pubblicata su InvestireOggi.it il 10 agosto 2026.