Le borse europee hanno chiuso la seduta di martedì 29 settembre in ordine sparso, con Piazza Affari come unica eccezione in positivo. Chi legge mercoledì 30 trova quindi il quadro di ieri, non quello di oggi. A frenare gli operatori sono stati il petrolio in rialzo e il rendimento dei bond governativi, salito insieme, come racconta Borse.it.

A Milano il Ftse Mib ha chiuso a +0,09%. È un progresso minimo, ma le altre piazze non lo hanno seguito. Tra i titoli, gli acquisti si sono concentrati su Technoprobe, mentre Telecom Italia è rimasta in coda al listino.

Il resto d’Europa racconta un’altra seduta. A Francoforte il Dax ha perso lo 0,01%, praticamente nulla. A Madrid l’Ibex 35 ha ceduto lo 0,4%, a Parigi il Cac 40 lo 0,5%. Tra il miglior e il peggior listino nazionale corrono quindi poco più di mezzo punto percentuale: Milano ha tenuto, ma non ha trascinato nessuno.

C’è poi l’Euro Stoxx 50, l’indice che raccoglie i titoli guida dell’area euro. La fonte lo dà a +0,4% e lo descrive in linea con Milano. I conti non tornano del tutto: 0,4% è molto più di 0,09%, e i tre indici nazionali citati sono fermi o in calo. Meglio leggerlo come un rialzo contenuto, non come un segnale di forza.

Il motore della giornata è stato il greggio. Nel corso della seduta il Brent ha superato quota 107 dollari, mentre il WTI si è avvicinato ai 94 per barile. In serata il Brent è rientrato verso i 104 dollari, circa tre sotto il massimo. La fonte collega il rialzo alle tensioni in Medio Oriente, senza aggiungere dettagli su cosa sia accaduto.

Il petrolio caro riaccende il timore dell’inflazione, e questo sposta le attese sulle banche centrali. Cresce la scommessa su una nuova stretta della Fed, anche se la fonte non dice di quanto. Christine Lagarde, presidente della BCE, ha invece ribadito la prudenza e l’impegno a riportare i prezzi verso l’obiettivo in modo graduale.

Sul fronte obbligazionario lo spread Btp/Bund, cioè il divario di rendimento tra il decennale italiano e quello tedesco, è salito. Il decennale italiano rende il 4,6%: è quanto chiede oggi il mercato per prestare all’Italia per dieci anni. Quando i rendimenti salgono, i prezzi dei titoli già in circolazione scendono.

Gli altri mercati sono andati in direzioni diverse. Il cambio euro/dollaro è sceso a 1,1332, mentre il dollaro ha guadagnato sullo yen fino a 157,5. L’oro è rimasto fermo, con l’oncia a 4.171 dollari. Il Bitcoin ha perso qualcosa e si è fermato a ridosso degli 83.121 dollari.

A Wall Street, mentre la fonte scriveva, l’S&P 500 si muoveva a passi incerti dopo un avvio sulla parità. Non c’è quindi una chiusura americana su cui basare un giudizio sulla giornata.

Per i prossimi giorni il dato da seguire è il Brent: se resta vicino ai 104 dollari o risale sopra i 107 dirà se lo spread e il rendimento del 4,6% sono un episodio o una tendenza.

Secondo Borse.it, nell’articolo di Alessia Zonca pubblicato martedì 29 settembre 2026.