Chi ha un figlio che quest’anno scolastico ha studiato in una media paritaria, o nei primi due anni di una superiore paritaria, ha pochi giorni per chiedere fino a 1.500 euro a studente. Il contributo, legato alla manovra di bilancio, vale per i nuclei con Isee non oltre i 30.000 euro. La richiesta si invia entro lunedì 21 settembre sulla piattaforma dedicata del ministero dell’Istruzione.
I 1.500 euro restano un tetto, non l’importo garantito. Sarà il ministero, dopo aver chiuso le domande, a fissare la cifra reale in base ai parametri di ogni famiglia. Il fondo messo a disposizione quest’anno vale 20 milioni di euro, e i primi a essere serviti saranno i nuclei con reddito più basso. Chi si trova nella fascia più bassa, sotto i 10.000 euro di Isee, ha quindi più chance di vedersi riconosciuto l’intero importo rispetto a chi sta nella fascia alta, tra 20.000,01 e 30.000 euro.
Chi ha più figli nelle stesse condizioni non deve scegliere: può inoltrare una domanda distinta per ognuno, sempre che risultino nel loro stesso nucleo familiare. Il bonus si affianca a un eventuale contributo regionale con lo stesso scopo, ma la somma dei due non deve andare oltre la spesa media per studente fissata dal ministero: 7.161,37 euro per le medie, 7.852,29 euro per il biennio delle superiori. Chi ha già ricevuto un aiuto dalla propria Regione farebbe bene a calcolare quanto spazio resta prima di aspettarsi l’intero contributo statale.
Il controllo incrocia tre archivi diversi prima di dare il via libera. Il Sidi del ministero verifica che lo studente sia iscritto in una scuola paritaria e collegato al genitore che fa domanda. L’Inps controlla che genitore e figlio appartengano allo stesso nucleo per il calcolo dell’Isee e ne verifica la fascia di reddito, mentre un ultimo passaggio incrocia i dati anagrafici nazionali per confermare il legame familiare. Serve un’attestazione Isee già caricata sul portale dell’Inps e ancora valida: senza quella, la domanda non si può inviare.
Chiuse le domande, sarà l’ufficio scolastico regionale del territorio a occuparsi del pagamento, con accredito diretto sul conto corrente della famiglia. Non è quindi un rimborso immediato: tra l’invio della richiesta e l’arrivo dei soldi passeranno le settimane necessarie per le verifiche e per il calcolo definitivo delle quote.
Il bonus per le paritarie, spiega QuiFinanza in un pezzo uscito martedì, si aggiunge ad altre agevolazioni legate alla scuola: uno sconto Irpef per chi paga rette o libri, e un contributo separato pensato apposta per i testi scolastici. Le regole di accesso restano diverse tra loro, e chi prova a sommare più aiuti senza guardare i tetti massimi rischia di perdere parte del beneficio.
Chi ha un Isee vicino ai 30.000 euro e più di un figlio alle paritarie farebbe bene a inviare la domanda nei prossimi giorni, prima che il sistema si intasi a ridosso della scadenza di lunedì. Le verifiche automatiche su Sidi, Inps e anagrafe richiedono tempo, e un errore nei dati va corretto prima della chiusura per non perdere il contributo.
Dati e requisiti riportati da QuiFinanza in un articolo di Mauro Di Gregorio pubblicato martedì 15 settembre 2026.