L’Inps ha aperto martedì 20 ottobre le domande per il nuovo bonus mamme 2026. Il contributo vale 60 euro al mese, fino a 720 euro in un solo versamento, che l’Istituto paga a dicembre. L’avvio è stato comunicato con il messaggio numero 3343, secondo quanto riporta QuiFinanza.

La richiesta si fa solo online, sul sito dell’Inps. Per autenticarsi bastano Spid (livello 2), la Carta d’identità elettronica, la Carta nazionale dei servizi oppure eIdas. Poi si sceglie il punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche, nell’area dedicata al sostegno del reddito, e si spunta il bonus. Nel modulo servono i dati sull’occupazione e il codice fiscale di ciascun figlio. A invio completato si scarica la ricevuta, che riporta il protocollo.

Il conto è semplice: dodici mensilità da 60 euro fanno 720 euro, e la cifra non cambia a seconda del reddito, purché si resti sotto il limite. Il pagamento non è distribuito nei mesi, quindi nessuno vedrà un aumento in busta paga prima di dicembre.

Lo stato della pratica si controlla da MyInps oppure tramite un patronato. La scadenza è il 31 dicembre 2026. Chi arriva ai requisiti soltanto a dicembre ha un mese in più, cioè fino a fine gennaio 2027.

Il bonus sostituisce il vecchio meccanismo, che era uno sgravio e non un assegno. Prima l’Inps azzerava la quota Ivs dei contributi previdenziali che la lavoratrice avrebbe dovuto versare, e il vantaggio poteva toccare i 3.000 euro l’anno, incassati in busta paga durante i mesi. Ora l’Istituto versa direttamente una somma fissa. Il confronto è netto: 720 euro sono meno di un quarto di quel massimo, e arrivano tutti insieme a fine anno invece che mese dopo mese.

Cambia anche la platea. Il vecchio strumento era riservato alle sole dipendenti assunte a tempo indeterminato. Adesso possono chiederlo le dipendenti, le autonome e le libere professioniste, quindi anche chi lavora con la partita IVA.

Cambia infine il filtro sul reddito. Con lo sgravio non esisteva nessun limite, né di Isee né di reddito. Il nuovo bonus ne mette uno: i 40.000 euro sono il massimo di reddito da lavoro che la singola richiedente può avere in un anno.

Per un’autonoma il calcolo è veloce da fare prima di inviare la richiesta: se il reddito da lavoro di quest’anno sta sotto i 40.000 euro, la domanda ha senso. Chi rientra nella finestra di dicembre dovrebbe presentarla appena possibile, senza aspettare gennaio, perché il pagamento è previsto a fine anno.

Secondo QuiFinanza, in un articolo di Emanuela Colatosti del 20 ottobre 2026, l’Inps ha aperto le domande con il messaggio numero 3343.