Le imprese di trasporto merci, quelle che trasportano persone e chi noleggia autobus con il proprio autista hanno tempo solo fino al 15 settembre per chiedere il credito d’imposta appena introdotto contro il rincaro del gasolio. La misura copre il periodo che va da marzo ad agosto di quest’anno, i mesi in cui il costo del carburante è salito rispetto ai livelli di febbraio.

Possono presentare la domanda le aziende con sede in Italia che usano veicoli Euro V e VI e risultano iscritte al registro elettronico nazionale degli autotrasportatori, il Ren, al 31 luglio oppure in un momento qualsiasi tra inizio marzo e fine agosto. Rientrano nel perimetro tre attività: il trasporto di merci, il trasporto di persone e il noleggio di autobus con il proprio autista.

L’importo riconosciuto arriva fino al 70% della spesa aggiuntiva sostenuta in ciascun mese, calcolata confrontando il prezzo del gasolio rilevato dal ministero competente per l’Ambiente e la Sicurezza energetica in ogni mese tra marzo e agosto con quello registrato a febbraio. Non basta dichiarare i litri acquistati: bisogna allegare le fatture che dimostrano la spesa reale, oltre alle targhe dei veicoli per cui si chiede l’agevolazione e ai quantitativi acquistati mese per mese, riuniti in un file Excel secondo il modello richiesto.

La domanda va inviata online sul portale telematico dell’Agenzia delle Dogane. L’accesso richiede Spid oppure Cie, usati dal titolare dell’azienda o dal legale rappresentante, che può poi incaricare altre persone di gestire la pratica al posto suo. Al termine dell’invio il sistema restituisce un codice con cui seguire l’iter della pratica.

Presentare la domanda in tempo non garantisce però il credito. Una volta chiusa la finestra per l’invio, tocca al ministero dei Trasporti verificare i requisiti dichiarati, e il riconoscimento resta comunque vincolato alle risorse stanziate. Il tetto complessivo è fissato a 364,1 milioni, cifra espressa in euro, per l’anno in corso. Chi riceve una domanda respinta per errori formali può correggerla e rimandarla, ma solo se lo fa prima della scadenza: dopo quella data la piattaforma si chiude e non ci sono seconde possibilità.

Chi ottiene il via libera non vedrà un bonifico sul conto corrente. Il beneficio si trasforma in un credito da usare in compensazione con il modello F24, entro la fine dell’anno, per abbassare l’importo di tasse e contributi dovuti. La somma non aumenta la base imponibile Irap né il reddito d’impresa, quindi non pesa sul carico fiscale degli anni successivi.

Secondo quanto riportato da QuiFinanza, la misura era già attiva da inizio mese e riguarda in particolare le flotte più esposte al rincaro dei carburanti nella prima parte dell’anno. Per chi gestisce un’impresa di trasporto con mezzi Euro V o Euro VI, il primo passo pratico è raccogliere subito le fatture di acquisto degli ultimi sei mesi: senza quella documentazione, la domanda non si può nemmeno completare in tempo.

Secondo quanto riportato da QuiFinanza in un articolo di Federica Petrucci del 9 settembre 2026.