Il ministero dei Trasporti ha spostato al 20 settembre 2026 il termine ultimo per chiedere il credito d’imposta sul caro gasolio, che scadeva originariamente il 15. Lo riporta Money.it, che cita la nota comparsa sul sito del dicastero. Le imprese di autotrasporto merci e le società che noleggiano autobus con conducente hanno quindi cinque giorni in più per completare la procedura online. Da oggi, mercoledì 16 settembre, mancano quattro giorni pieni alla nuova scadenza.

La misura nasce dall’articolo 3 del decreto-legge numero 33 del 2026 e copre le spese sostenute tra marzo e agosto per il carburante. Possono accedere le aziende con sede legale, oppure una stabile organizzazione sul territorio italiano, che impiegano veicoli con motorizzazione Euro V o Euro VI. Il beneficio riguarda i camion sopra le 7,5 tonnellate per il trasporto merci e gli autobus di categoria M2 e M3 per il trasporto persone.

Dietro la proroga ci sono due problemi concreti segnalati dalle categorie. Molte aziende hanno ricevuto in ritardo dai fornitori le fatture necessarie a calcolare l’importo spettante, un passaggio obbligatorio per compilare la domanda. Negli ultimi giorni prima della scadenza iniziale, inoltre, gli accessi contemporanei alla piattaforma dell’Agenzia delle Dogane hanno saturato il sistema, rendendo impossibile per molti caricare i documenti in tempo. Il ministero ha scelto di allungare i tempi piuttosto che escludere chi non ce l’ha fatta entro la data originaria.

Il beneficio copre fino al 70% della spesa aggiuntiva sostenuta ogni mese per il gasolio rispetto a un valore di riferimento, calcolato con una formula ufficiale che incrocia le fatture caricate e i litri acquistati. Lo stanziamento complessivo si ferma a 386,2 milioni, tutti in euro. Se le richieste ammissibili superano quella cifra, gli importi verranno ridotti in proporzione per tutti i beneficiari, quindi il 70% teorico è un massimo, non una garanzia.

Per un’azienda di trasporto con consumi elevati, il credito recuperato può pesare in modo sensibile sul conto economico del 2026. Il rimborso arriva però mesi dopo la spesa, quando il carburante è già stato pagato per intero. Chi ha ancora margine di tempo dovrebbe verificare con il proprio fornitore che le fatture dei sei mesi coperti siano complete, perché un file incompleto rischia di ridurre l’importo calcolato dalla formula ufficiale, non di bloccare la domanda.

Per presentare istanza serve accedere con SPID o CIE alla piattaforma dedicata, registrare l’impresa e caricare le fatture del periodo in un unico file, in formato compatibile con Excel. Bisogna anche indicare, mese per mese, quanti litri di gasolio ha acquistato l’impresa, oltre alle targhe dei veicoli ammessi: sono richiesti dati puntuali, non un totale aggregato. Chi non completa la compilazione in una sessione può salvare quanto inserito e riprendere più tardi, un dettaglio utile perché il tempo per ogni accesso è limitato a mezz’ora.

Il canale di assistenza via mail resta attivo soltanto fino al 18. Sono due giorni prima della chiusura definitiva. Chi ha ancora fatture da recuperare dai fornitori di carburante dovrebbe muoversi già questa settimana: dopo il 20 settembre il ministero passa al calcolo degli importi e non sono previste ulteriori riaperture della piattaforma.

Secondo quanto riportato da Money.it il 15 settembre 2026, citando un avviso pubblicato dal ministero dei Trasporti.