Da martedì 22 settembre, a partire dalle 12, chi ha installato o sta per installare una colonnina di ricarica potrà chiedere il rimborso sul portale di Invitalia. La finestra per presentare l’istanza resta aperta fino al 31 gennaio 2027, sempre a mezzogiorno. Lo riporta Money.it, spiegando passo per passo la procedura da seguire.

Il bonus è stato confermato dal Dpcm automotive, firmato il 10 giugno scorso, e resterà attivo fino al 2030, con termine ultimo fissato al 31 marzo. Il contributo copre l’80% della spesa per comprare e montare l’impianto, ma con un limite preciso: 1.500 euro se a presentare domanda è una persona fisica, 8.000 euro per edificio quando le colonnine finiscono nelle parti comuni di un condominio.

Il calcolo nasconde una trappola in cui è facile cadere. Chi ha speso 2.000 euro potrebbe aspettarsi un rimborso di 1.600 euro, cioè l’80% esatto. Il tetto di 1.500 euro interviene prima, e il rimborso si ferma lì. Con una spesa di 1.800 euro, invece, il conto torna per intero: l’80% fa 1.440 euro, cifra che resta sotto la soglia massima e viene liquidata senza tagli.

Per accedere al fondo, la colonnina deve essere nuova, di potenza standard, montata in uno spazio privato e coperta da una dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore. Rientrano tra le spese ammissibili l’apparecchio in sé, gli interventi elettrici e murari necessari a installarlo, i controlli di sicurezza, la progettazione e l’allaccio alla rete. Ogni pagamento deve passare da un mezzo tracciabile intestato a chi fa domanda: niente contanti, niente ricevute a nome di terzi.

La procedura richiede un’identità digitale (SPID, CIE o CNS), un indirizzo PEC attivo e l’IBAN su cui ricevere l’accredito. Bisogna poi conservare fatture, estratti conto e ricevute di bonifico, insieme alla dichiarazione di conformità e a una relazione finale sull’investimento, il cui modulo si scarica direttamente dal portale.

Il fondo 2026 vale 15 milioni di euro. Dieci arrivano da risorse del 2025 rimaste inutilizzate, gli altri cinque sono stanziamento nuovo. Il ministero delle Imprese ha messo in campo, in totale, 68 milioni di euro destinati a finanziare gli impianti realizzati da qui al 2030: una cifra che dice quanto lo Stato punti sulla ricarica domestica per accelerare la transizione elettrica. Per il 2026 valgono solo i lavori conclusi dopo il 26 giugno e prima della fine di dicembre. Dal 2027 al 2029 la finestra ammissibile coincide con l’anno solare intero; nel 2030 il beneficio copre invece solo il primo trimestre, fino al 31 marzo.

Chi ha già installato una colonnina quest’estate, o sta valutando di farlo entro dicembre, dovrebbe controllare fin da ora di avere tutti i documenti in ordine: fatture corrette, pagamenti tracciati e dichiarazione di conformità pronta. Con soli 15 milioni di euro stanziati per l’anno e una platea di richiedenti potenzialmente ampia, chi arriva al 22 settembre con la pratica già completa ha più chance di rientrare nel fondo prima che si esaurisca.

Dati e procedura riportati da Money.it, articolo pubblicato il 15 settembre 2026.