Bologna Fiere ha chiuso il primo semestre del 2026 con un fatturato di 200,8 milioni, il 4% in più rispetto ai primi sei mesi del 2025. L’utile netto consolidato è invece sceso a 19,3 milioni di euro, un calo del 25% sui 25,9 milioni dell’anno precedente.
Le azioni di Bologna Fiere sono quotate sul mercato Euronext Growth Milan, gestito da Borsa Italiana e dedicato alle piccole e medie imprese. Il calo dei profitti dipende soprattutto da un calendario eventi meno favorevole: il primo semestre 2025 aveva incluso due manifestazioni biennali che quest’anno non si sono tenute, Zoomark International e Autopromotec. La loro assenza ha ridotto il numero di eventi comparabili nel periodo.
A spingere il fatturato verso l’alto è stato soprattutto il comparto Allestimenti & Architecture, che progetta e realizza stand, padiglioni temporanei e architetture per le manifestazioni fieristiche del gruppo. Ha portato ricavi verso terzi per 76,8 milioni di euro, il 14,6% in più sui primi sei mesi del 2025. L’Organizzazione fieristica, cioè l’ideazione e la gestione diretta delle manifestazioni, ha generato 96,6 milioni di euro, quasi la metà del fatturato totale del gruppo. La Gestione venue, che affitta e cura gli spazi del quartiere fieristico, si è mantenuta stabile, con ricavi per 27,4 milioni di euro.
Il mix diverso tra allestimenti e organizzazione fieristica, due attività con margini differenti tra loro, ha pesato sui conti operativi del semestre. L’Ebitda è sceso a 40 milioni dai 51 milioni registrati un anno prima, mentre l’Ebit è passato da 40,8 a 28,1 milioni di euro.
L’amministratore delegato Antonio Bruzzone collega la crescita del fatturato alla capacità del gruppo di sfruttare un modello industriale integrato, che unisce sotto lo stesso tetto organizzazione fieristica, allestimenti e gestione degli spazi. Secondo Bruzzone il gruppo sta portando avanti insieme tre linee di lavoro: i cantieri sul quartiere fieristico bolognese, alcune operazioni di crescita per acquisizioni esterne e un rafforzamento della presenza sui mercati internazionali. Il presidente Gianpiero Calzolari lega invece i risultati alla fiducia nella fase di sviluppo che il gruppo si appresta ad affrontare, con l’obiettivo di trasformare Bologna Fiere in una piattaforma internazionale in grado di generare relazioni commerciali e opportunità per il territorio, affiancando alle fiere anche grandi eventi di intrattenimento e manifestazioni sportive.
Per chi segue il titolo in Borsa, il dato da tenere d’occhio nei prossimi trimestri è la marginalità del comparto allestimenti: pesa sempre di più sui ricavi del gruppo ma porta margini più bassi rispetto all’organizzazione fieristica tradizionale. Se quella quota continua a salire, l’utile può restare sotto pressione anche con il fatturato in crescita.
Dati e dichiarazioni tratti dalla relazione finanziaria del primo semestre 2026 di Bologna Fiere, riportati da Il Sole 24 Ore il 10 settembre 2026.