Il governo ha approvato ieri, mercoledì 16 settembre, l’eliminazione del bollo auto per un’ampia fascia di vetture e motocicli. La misura riguarda i mezzi con potenza sotto gli 80 kW e, stando alla bozza uscita dal Consiglio dei ministri, ogni cittadino potrà usufruirne una sola volta.

Il numero diffuso sui social dalla premier Giorgia Meloni parla di quasi 14 milioni e mezzo di mezzi coinvolti, una platea enorme se si pensa che il bollo è una delle tasse più diffuse e più evase in Italia. Dietro la norma c’è la proposta lanciata mesi fa dal vicepremier Antonio Tajani, che aveva chiesto di tagliare le tasse su tredicesime, Irpef e proprio il bollo di auto e moto.

C’è però un limite temporale che cambia parecchio il quadro: l’esenzione, per come è scritta ora, copre soltanto l’anno 2027. Gli anni a venire restano fuori dal testo attuale, almeno finché il governo non deciderà diversamente. Che questo taglio diventi strutturale o resti un episodio isolato dipenderà dalle prossime manovre di bilancio, e nel testo approvato ieri non c’è alcun impegno in quel senso.

Il bollo, a differenza di molte altre imposte, è tra le poche entrate che arrivano senza intermediari alle Regioni. Abolirlo per 14 milioni di veicoli apre quindi un buco stimato fino a sette miliardi di euro nei bilanci regionali. La bozza prevede un trasferimento da 2,29 miliardi di euro verso gli enti locali, una cifra che copre meno di un terzo del possibile mancato gettito.

Il quotidiano Corriere della Sera, che ha visionato il testo, segnala che non è spiegato come verrà colmata la differenza restante, né se le Regioni riceveranno ulteriori fondi in corso d’anno. Finché quel dettaglio non viene sciolto, la promessa di un bollo azzerato per milioni di automobilisti convive con un rischio concreto di tagli o rincari altrove nei bilanci regionali.

Le agevolazioni esistenti restano comunque separate da questa misura, e valgono a prescindere dall’esito della manovra. Le persone con disabilità continuano a essere esentate dal pagamento a livello nazionale, così come le auto elettriche nei primi cinque anni dall’immatricolazione. Sono regole già in vigore, che alcune Regioni allargano con sconti propri: in Lombardia, Lazio e Campania, per esempio, chi sceglie la domiciliazione bancaria del pagamento ottiene uno sconto che oscilla dal 10 al 15 per cento, pensato per contrastare l’evasione su questa tassa. Altre Regioni hanno invece scelto di premiare l’acquisto di un veicolo elettrico, azzerando o riducendo il bollo anche oltre i cinque anni previsti dalla norma nazionale.

Chi possiede un’auto o una moto sotto gli 80 kW dovrebbe verificare, quando il testo definitivo della manovra sarà pubblicato, se il proprio veicolo rientra davvero nell’esenzione e per quale singolo anno vale: prima di considerare il bollo del 2027 già cancellato, conviene aspettare il passaggio in Parlamento e i chiarimenti sulle coperture regionali.

Dati e testo della bozza riportati da QuiFinanza il 16 settembre 2026, giorno dell’approvazione in Consiglio dei ministri.