La Faa, l’agenzia federale statunitense che sorveglia la sicurezza aerea, ha certificato l’aereo Boeing 737 Max 7. È la variante più compatta della famiglia Max e la certificazione arriva a quasi dieci anni di distanza dai primi test, un tempo lunghissimo per uno standard che di norma richiede molto meno.
Il ritardo non è stato solo burocratico. Il programma Max era già sotto osservazione rafforzata da quando, tra il 2018 e il 2019, due incidenti mortali coinvolsero la variante Max 8. Gli incidenti portarono allo stop globale dei voli e a una revisione profonda del modo in cui Boeing progetta i suoi aerei.
Secondo quanto riporta Soldionline, per arrivare al sì l’agenzia ha imposto correzioni puntuali sul progetto del Max 7, in linea con la ACSAA, la legge federale nata proprio da quella crisi per rendere più severi i controlli su produttori e regolatori. Solo dopo aver verificato quei correttivi, la Faa ha dato l’ok finale. L’aereo è pronto a volare con passeggeri a bordo.
Senza quel timbro, un velivolo non può entrare in servizio negli Stati Uniti, il mercato più grande al mondo per il trasporto aereo commerciale. Il Max 7 è costruito per le rotte a corridoio singolo, corte e medie: è il segmento dove si concentra la maggior parte degli ordini globali di nuovi aerei. Su questa fascia Boeing punta a tornare a competere con Airbus dopo anni difficili.
Rispetto alle altre varianti della famiglia, il Max 7 trasporta meno passeggeri. È pensato per le compagnie che vogliono servire rotte a domanda più contenuta senza rinunciare all’efficienza dei motori di nuova generazione della gamma Max. Su questa fascia di mercato, Airbus vende da anni senza un vero concorrente diretto firmato Boeing: colmare quel vuoto era uno degli obiettivi dichiarati del programma fin dal lancio.
L’azienda non ha reso pubblico l’elenco completo delle correzioni richieste dalla Faa, limitandosi a parlare genericamente di revisioni al progetto e alle analisi di sicurezza. È un dettaglio che pesa: sapere con precisione cosa è stato corretto aiuterebbe a capire se le stesse criticità possano riproporsi sulle varianti della famiglia ancora senza certificazione, un’informazione che oggi resta solo nelle mani del regolatore.
Per Boeing la notizia arriva comunque in un momento di pressione. Le compagnie aeree che hanno ordini in sospeso per il Max 7 aspettano da anni le prime consegne, e ogni ulteriore slittamento avrebbe complicato la loro pianificazione delle flotte per il prossimo decennio. Boeing non ha reso noto quanti di quegli ordini restino ancora effettivamente confermati dopo un’attesa così lunga, un numero che darebbe la misura reale della domanda per questo modello.
Chi vola spesso su rotte regionali servite da vettori a corridoio singolo vedrà i primi effetti pratici solo quando le consegne del Max 7 inizieranno davvero. Per chi segue il titolo Boeing in borsa, il prossimo trimestre dirà se il gruppo riesce a trasformare la certificazione in ordini e consegne concrete, non solo in un annuncio.
Secondo quanto riportato da Soldionline il 3 agosto 2026, la certificazione è stata comunicata dalla Faa nei giorni scorsi.