Boeing ha perso il 10,69% a Wall Street martedì 27 ottobre, il giorno della trimestrale. L’azione ha chiuso a 168,18 dollari, un minimo che non si vedeva dall’aprile 2025. Mercoledì 28 ottobre un nuovo calo dello 0,62% l’ha portata a 167,14 dollari, secondo quanto riporta Money.it.

A pesare non sono stati i numeri del trimestre in sé, ma le parole dei vertici durante la conference call. L’amministratore delegato Kelly Ortberg ha riconosciuto che servirà più tempo del previsto per dimostrare di saper costruire 47 aerei al mese del 737. Il traguardo slitta all’inizio del 2027, mentre a maggio il gruppo puntava all’estate. Lo ha spiegato Jay Malave, responsabile finanziario: quest’anno le 500 consegne previste non saranno raggiunte.

Il massimo storico risale al primo trimestre del 2019, quando l’azione toccò 435,19 dollari. Con la chiusura di mercoledì 28 ottobre la perdita sfiora quindi il 62% su quel picco. Venerdì 16 ottobre il calo era del 56,3%, con il titolo a 190,21 dollari. Nello stesso periodo il Dow Jones è salito di circa il 109%, e ha chiuso il 16 ottobre a 52.002,41 punti.

Il tonfo è arrivato una settimana dopo una buona notizia. Martedì 20 ottobre la FAA, l’autorità americana dell’aviazione civile, ha certificato il 737 MAX 10, la versione di maggiori dimensioni della famiglia. Gli ordini sono 1.555, da oltre 30 clienti, e la prima consegna è attesa all’inizio del prossimo anno dalla canadese WestJet. Quel giorno però il titolo ha chiuso in calo dello 0,50%, a 190,47 dollari: il mercato aveva già messo il via libera nel conto.

La trimestrale racconta un gruppo che migliora ma resta fragile. Fra luglio e settembre i ricavi sono saliti del 4% a 24,19 miliardi di dollari. La perdita netta è stata di 116 milioni, contro i 5,34 miliardi dell’anno scorso. Per gli analisti conta soprattutto l’utile rettificato, il dato core: Boeing ha segnato un rosso di 0,34 dollari ad azione, mentre le attese indicavano 0,21.

Il punto debole è Commercial Airplanes, la divisione degli aerei di linea. Ha incassato il 3% in meno, 10,72 miliardi, e perde 697 milioni a livello operativo: il margine è negativo e vale 6,5%. Boeing la attribuisce a consegne meno favorevoli, ai costi per aumentare la produzione e a fornitori più cari. A sostenere i conti sono stati la difesa, con ricavi cresciuti del 15%, fino a 7,94 miliardi, e i servizi, con 5,57 miliardi.

Sulla cassa le previsioni hanno deluso. Per il free cash flow Boeing indica 2 miliardi nel 2026, poi circa 3 miliardi per il 2027 e 6 per il 2028. Per il 2027 TD Cowen si aspettava 5,7 miliardi. Resta confermato l’obiettivo di 10 miliardi l’anno nel 2029. Il debito consolidato era di 45,9 miliardi al 30 settembre, mentre la liquidità, titoli compresi, arrivava a 20,7 miliardi.

Gli analisti hanno tagliato i target, ma non il giudizio. Bank of America passa dai 270 ai 235 dollari, mentre UBS scende da 275 a 240. Jefferies scende a 230 da 265, e TD Cowen porta il suo a 210 dai precedenti 240. I dati Koyfin contano 25 analisti su 28 ancora favorevoli all’acquisto. Il target medio di metà ottobre, 267,22 dollari, implicava un rialzo teorico del 59,9% rispetto ai 167,14 dollari. Dovrebbe calare con gli aggiornamenti delle altre banche, e non garantisce alcun rendimento.

Sul grafico, Money.it nota che la seduta di martedì ha spazzato via i supporti toccati a settembre e a ottobre. Il titolo aveva segnato 184,01 dollari il 28 settembre e 183,38 il 14 ottobre, e l’area fra 183 e 184 faceva da riferimento. Le vecchie soglie, da 176 a 184 dollari, potrebbero ora diventare resistenze. Scendere ancora sotto quota 167 confermerebbe la debolezza; un ritorno stabile sopra l’area 176-184 dollari riaprirebbe invece lo scenario rialzista.

Chi segue il titolo ha quindi due cose da tenere d’occhio: la tenuta dei 167 dollari e i prossimi aggiornamenti dei target delle banche d’affari. La produzione del 737 a 47 aerei al mese, rinviata all’inizio del 2027, resta il banco di prova.

Money.it, articolo di Gerardo Marciano pubblicato giovedì 29 ottobre 2026.