La società che gestisce gli scali del gruppo, Adani Airport Holdings, fa capo al miliardario indiano Gautam Adani e ha appena ceduto il 5,5% del capitale a un gruppo di investitori internazionali, per un incasso di 98,3 miliardi complessivi di rupie, circa 1 miliardo di dollari. Tra i nuovi soci compare Temasek, il fondo pubblico di Singapore, insieme al colosso della gestione patrimoniale BlackRock, alla società di investimento Premji Invest e alla newyorkese Alpha Wave Global, specializzata in private equity.

L’operazione lo valuta attorno ai 18 miliardi di dollari, calcolati su base pre-money. Gli investitori riceveranno le nuove azioni in tre tranche: l’ultima dovrebbe chiudersi entro luglio 2027, con il via libera delle autorità di regolamentazione ancora da ottenere. Ad Ahmedabad, sede del gruppo, la società ha reso nota l’operazione mercoledì.

Jeet Adani, che ricopre un ruolo non esecutivo nel consiglio della controllata aeroportuale, ha collegato l’ingresso dei nuovi soci alla crescita del traffico aereo in India: secondo lui il settore genera effetti su commercio, turismo e occupazione ben oltre il perimetro dei singoli scali. È una lettura che arriva dalla società interessata all’operazione, non da un’analisi indipendente sul settore.

Il gruppo aeroportuale controlla otto scali indiani, con un traffico oggi vicino ai 100 milioni di viaggiatori l’anno. Con i fondi raccolti punta a portare quella capacità fino a 200 milioni di viaggiatori l’anno, quasi il doppio di oggi, attraverso l’ammodernamento delle strutture esistenti. Parte delle risorse finanzierà anche i cosiddetti “Airport City”, complessi a uso misto con hotel, uffici e centri commerciali che il gruppo sta costruendo intorno ai propri scali.

La cifra dei 18 miliardi di dollari nasce dai termini dell’operazione stessa, non da una perizia indipendente: è il prezzo che un consorzio di investitori è disposto a pagare oggi per il 5,5%, non necessariamente il valore che una valutazione esterna assegnerebbe alla società. Vale la stessa cautela per le proiezioni sul traffico passeggeri, che restano obiettivi dichiarati dal gruppo e non stime di un ente terzo.

Il patrimonio personale di Gautam Adani, stimato da Forbes in tempo reale a 84,8 miliardi netti di dollari, lo colloca tra i più ricchi del paese. È presidente del gruppo Adani, il conglomerato con base ad Ahmedabad attivo tra porti, energia, cemento e immobiliare oltre che nel settore aeroportuale.

Per chi ha un fondo con esposizione ai mercati emergenti asiatici, l’operazione segnala che gli investitori istituzionali tornano a guardare alle infrastrutture indiane dopo anni di cautela sul gruppo Adani. Il passaggio da monitorare ora è l’esito dell’approvazione regolatoria sull’ultima tranche, atteso entro il 2027.

Secondo quanto riportato da Forbes.it il 9 settembre 2026, i dati sull’operazione arrivano dal comunicato diffuso da Adani Airport Holdings.