Bithumb ha spostato al 2028 la data della sua quotazione in borsa, tre anni oltre il traguardo che si era fissata nel 2025. L’exchange sudcoreano, tra i più attivi del paese per scambi di criptovalute, ha reso pubblico lunedì il nuovo percorso verso la Borsa, ma non ha ancora indicato in quale listino debutterà. Lo riporta Cryptonomist, testata verticale sulle criptovalute.

Le tappe intermedie sono già fissate. La società vuole chiudere, prima della fine del 2026, la verifica dei propri presidi di controllo del rischio e mettere i bilanci in linea con le norme contabili applicate sia in Corea sia fuori dai confini nazionali. Il passaggio successivo, atteso nel corso del 2027, è una richiesta di verifica preliminare da presentare all’autorità di borsa prima di poter procedere verso il debutto ufficiale l’anno dopo. Bithumb precisa che questi tempi non sono blindati: un cambiamento nel quadro di mercato o negli esiti dei controlli dei regolatori potrebbe farli slittare ulteriormente.

Il rinvio ha una spiegazione strutturale, non è una decisione improvvisata. Fin dai primi mesi del 2025 Bithumb aveva scorporato il trading in criptovalute dalle altre divisioni del gruppo, un passaggio pensato per rendere più solidi i controlli interni prima di affacciarsi ai mercati regolamentati. Da allora la società collabora con studi legali e revisori sia coreani sia internazionali, nel tentativo di arrivare all’appuntamento in borsa senza ulteriori sorprese sui conti.

Dietro tanta prudenza pesa un precedente difficile da derubricare. Durante l’anno i regolatori sudcoreani hanno acceso i riflettori su Bithumb dopo un trasferimento sbagliato che ha coinvolto una cifra vicina ai 40 miliardi di dollari. L’errore ha esposto la piattaforma al rischio di manipolazioni non intercettate in tempo. Lee Jae-won, amministratore delegato di Bithumb, ha riconosciuto in pubblico l’esistenza di una lacuna nei controlli interni, un’ammissione che pesa ancora sulla fiducia di investitori e regolatori. Ecco perché servono altri tre anni prima che il dossier possa presentarsi agli investitori di borsa in modo credibile.

Sulla sede della quotazione, Bithumb non si è ancora sbilanciata. Le ipotesi finora emerse restano due: un possibile debutto sul Nasdaq statunitense oppure, come alternativa, il Kosdaq, il mercato coreano riservato alle società tecnologiche. Nessuna delle due strade risulta oggi né confermata né esclusa, il che lascia il dossier più vago proprio nel punto che agli investitori interessa di più.

Il piano si inserisce in una fase in cui diversi exchange cripto nel mondo guardano alla Borsa come tappa di legittimazione agli occhi degli investitori istituzionali. Il caso Bithumb mostra però quanto quel percorso possa allungarsi quando emergono falle nei controlli interni: non basta la dimensione del business, serve dimostrare ai regolatori che gli incidenti del passato non si ripeteranno.

Per chi valuta di investire in futuro nel capitale di un exchange cripto, il caso Bithumb offre un promemoria utile: prima ancora dei ricavi, sono i controlli interni a decidere quanto tempo serve per arrivare in borsa. Un solo incidente di sicurezza può spostare quella data di anni.

Lo riporta Cryptonomist, che ha pubblicato la notizia a firma di Stefania Stimolo il 4 agosto 2026.