Bitcoin ha guadagnato circa l’1,9% dalla mezzanotte UTC, salendo fino a una soglia di 78.500 dollari nelle ultime ore. Nello stesso arco di tempo i contratti future sul Nasdaq 100 hanno perso circa l’1,6%, penalizzati dalle pressioni politiche per frenare la corsa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che stanno pesando sui titoli tecnologici tradizionali.

Il contesto resta comunque teso. La Federal Reserve è riunita per due giorni di decisioni sui tassi, con il mercato che sconta un aumento di 25 punti base sui tassi. La Bank of England e la Bank of Japan devono annunciare le proprie mosse monetarie in settimana. Gli strategist avvertono che l’insieme di queste decisioni rischia di riaccendere la volatilità, non solo per Bitcoin ma per l’intero comparto delle valute digitali.

Secondo la ricostruzione di Soldionline, sullo sfondo macro si innesta un appuntamento politico decisivo: oggi, 15 settembre, il Senato statunitense vota il Clarity Act, il pacchetto di regole destinato a fissare il perimetro normativo del mercato crypto americano. Sulle piattaforme di scommesse Kalshi e Polymarket le quotazioni sulla probabilità di approvazione sono salite nei giorni scorsi, segno che gli investitori istituzionali si aspettano un passo avanti.

Il percorso del provvedimento non è però privo di ostacoli. Otto sigle del settore bancario reclamano limiti più severi sui premi legati alle stablecoin, riaprendo lo scontro tra banche tradizionali e settore crypto. Diciassette procuratori generali statali, di entrambi gli schieramenti politici, hanno invece scritto al Senato per chiedere di respingere la legge. Temono che le nuove regole indeboliscano il margine con cui oggi perseguono le truffe online costruite su strumenti finanziari assimilabili a titoli o derivati.

Per raccogliere i voti necessari in Senato, secondo la ricostruzione Donald Trump avrebbe accettato di rendere più severe le clausole etiche del testo, rispetto alla versione iniziale del provvedimento. La bozza aggiornata introdurrebbe obblighi di dismissione degli asset e darebbe ai procuratori statali poteri diretti per far rispettare le regole sui conflitti di interesse.

I capitali istituzionali continuano intanto ad affluire, ma in modo selettivo. Kaiko, la società specializzata in dati di mercato sulle criptovalute, ha allargato il suo finanziamento di Serie B, che ora vale 110 milioni di dollari, e tra i nuovi soci entrano S&P Global e BNP Paribas. Bitmine, la tesoreria che accumula Ether, ha messo sul piatto altri 68 milioni, tutti in ETH, un passo verso l’obiettivo dichiarato: arrivare al 5% dell’offerta totale della criptovaluta.

Sul fronte opposto, gli ETF legati alle memecoin faticano a trovare pubblico. Il fondo Bitwise dedicato a Dogecoin chiuderà dopo appena dieci mesi di vita, mentre i prodotti legati a XRP e Solana hanno raccolto insieme una cifra vicina ai 3 miliardi di dollari. La cifra non spiega quale problema reale risolvano questi strumenti.

Fuori dagli Stati Uniti la tokenizzazione avanza su binari paralleli. L’autorità di vigilanza britannica FCA valuta un’esenzione dedicata all’oro tokenizzato, una mossa che punta a proteggere il ruolo di Londra come piazza finanziaria di fronte alla concorrenza delle infrastrutture digitali sulle materie prime. In Asia la terza edizione di Consensus Hong Kong mette al centro il modo in cui banche e fondi stanno adottando gli asset digitali e il peso crescente dell’intelligenza artificiale nella finanza. Il gruppo cinese proprietario di TikTok, ByteDance, punterebbe a un finanziamento intorno ai 29,6 miliardi di dollari. La somma aprirebbe la porta a circa 70 miliardi da investire in centri di calcolo per l’intelligenza artificiale, proprio mentre negli Stati Uniti la pressione politica spinge nella direzione opposta, quella di rallentare l’AI.

Chi ha un’esposizione cripto in portafoglio dovrebbe seguire l’esito del voto al Senato più del livello del prezzo. Un via libera al Clarity Act sposterebbe l’attenzione degli investitori istituzionali dalle scommesse di breve termine verso un quadro regolatorio stabile, mentre un rinvio riporterebbe l’incertezza politica al centro delle prossime settimane di trading.

Dati e ricostruzione riportati da Soldionline nell’articolo pubblicato lunedì 14 settembre 2026.