Bitcoin è tornato a scambiare appena sotto quota 64.000 dollari lunedì, azzerando in poche ore i guadagni del fine settimana. Il petrolio WTI ha superato quota 80 dollari il barile, un balzo del cinque per cento legato alle tensioni nello Stretto di Hormuz. Il mercato ha reagito vendendo gli asset più rischiosi, criptovalute comprese.

Dietro la correzione di breve periodo, però, si muove un segnale diverso. Sul mercato dei derivati regolamentati di Chicago, i fondi hedge che scommettevano da tempo contro il Bitcoin hanno chiuso quelle posizioni. Nel complesso sono passati dalla parte opposta: ora puntano al rialzo, un cambio di postura raro per questa categoria di investitori. Diversi operatori lo leggono come un segnale di fiducia sui prossimi mesi, anche se il prezzo del momento non lo conferma ancora.

Gli afflussi verso gli ETF e i veicoli regolamentati su Bitcoin restano nel frattempo solidi, nonostante il dollaro si indebolisca. Il Congresso statunitense ha lasciato in sospeso, prima della pausa estiva, il testo di legge che dovrebbe fissare regole chiare per il settore. È un dettaglio che pesa. Senza quella normativa, gli operatori istituzionali continuano a muoversi in un quadro incompleto.

Sul fronte delle aziende quotate, Strategy, il gruppo guidato da Michael Saylor, ha ceduto 1.690 Bitcoin, portando le proprie riserve a 840.447 unità. In parallelo ha incassato 653 milioni di dollari con una nuova emissione di azioni MSTR. Il gruppo ha ora 4,65 miliardi di dollari in cassa, una liquidità che gli analisti collegano a un riacquisto di azioni proprie e ad altre mosse di bilancio nel lungo periodo.

Non tutte le notizie della giornata vanno nella stessa direzione. Grayscale ha rinunciato ai progetti di ETF dedicati a Cardano, Polkadot ed Hedera. I documenti di quotazione non erano ancora operativi e nessuna azione era stata emessa o collocata sul mercato, segno di maggiore selettività verso gli asset ritenuti meno pronti per il pubblico istituzionale.

L’exchange Coinsbuy ha perso circa 8 milioni di dollari in un attacco che ha colpito contemporaneamente le blockchain TRON ed Ethereum. Buona parte dei capitali sottratti è passata attraverso la piattaforma FixedFloat. Il metodo usato dagli hacker non è stato ancora ricostruito.

Nel Regno Unito, il regolatore finanziario FCA ha annunciato l’intenzione di normare l’oro tokenizzato. L’obiettivo è mantenere Londra come centro di riferimento mondiale del mercato dell’oro fisico anche nell’epoca della blockchain.

Due appuntamenti pesano più della singola oscillazione del prezzo: il prossimo dato sull’inflazione negli Stati Uniti e l’incontro in cui la banca centrale americana deciderà sui tassi. Gli investitori assegnano probabilità sempre più alte a una tregua nei rialzi del costo del denaro, ipotesi che il mercato considera positiva per gli asset più esposti al rischio, Bitcoin compreso.

Chi ha un’esposizione cripto in portafoglio dovrebbe osservare la volatilità implicita, ormai ai minimi da inizio 2025: il mercato sembra calmo, ma le coperture contro i ribassi restano costose. Quel contrasto è di solito il preludio a un movimento ampio, non la conferma che il rischio sia svanito.

Dati e dichiarazioni riportati da Soldionline nell’articolo pubblicato ieri, 10 agosto 2026.