Bitcoin ha chiuso la seduta di giovedì a 76.621 dollari, in rialzo dello 0,88% nelle ultime 24 ore, dopo che la Federal Reserve ha alzato il costo del denaro, il primo aumento dal 2023, lasciando intendere che ne arriverà solo un altro. Alcuni analisti accostano il movimento a quello del marzo 2022, un rimbalzo tecnico dentro una politica monetaria che resta comunque restrittiva.
Le aziende che tengono Bitcoin in bilancio si muovono con più cautela. Negli ultimi tre mesi hanno comprato appena 5.900 BTC, un ritmo molto più lento del recente passato, e buona parte di quelle posizioni resta in rosso sulla carta, perché il prezzo era sceso sotto gli 80.000 dollari e non ha ancora recuperato quel livello. È un segnale che la strategia di accumulo diretto in cripto sta perdendo slancio tra i tesorieri aziendali.
Tra le altre monete, a farsi notare è Zcash: il prezzo è salito di circa il 23% fino a un nuovo massimo storico. A muoverla sono state due notizie: l’ingresso nel capitale del fondo di venture capital Paradigm e l’annuncio che Fortitude, una società di mining, sbarcherà al Nasdaq tramite una fusione. A guidare il gruppo sarà Jaime Leverton, che lascia il timone di Hut 8 per questo nuovo incarico.
Sul fronte delle regole, Washington si muove su più fronti insieme. La Securities and Exchange Commission ha concesso un’esenzione quinquennale, la cosiddetta innovation exemption, che permette a piattaforme specializzate di negoziare titoli tokenizzati senza la registrazione piena da exchange, restando comunque sotto una vigilanza dedicata. L’autorità sta anche studiando il modo di rendere il mercato compatibile con scambi continui, senza pause notturne o nel weekend: una modalità già normale nel comparto cripto.
Resta però un vuoto normativo di fondo: il Clarity Act, la legge che avrebbe dovuto chiarire le competenze tra SEC e CFTC sulle cripto-attività, non è passato. Nel breve periodo questo potrebbe spingere parte del settore verso altre giurisdizioni più permissive. Sul medio periodo, secondo diversi osservatori del comparto, saranno comunque le regole scritte da SEC e CFTC a diventare l’ossatura istituzionale del mercato americano.
Nel Regno Unito la stretta è già arrivata: più autorità britanniche hanno colpito insieme diversi punti di scambio peer to peer, chiudendo la fase di controlli leggeri che aveva caratterizzato il mercato locale finora. Londra sta intanto costruendo una disciplina organica per gli asset digitali, con piena entrata in vigore attesa entro il 2027.
Anche la finanza tradizionale si sta attrezzando. S&P Global ha reso nota l’acquisizione di OpenZeppelin, una società specializzata in audit e sicurezza degli smart contract, dopo aver già investito nella piattaforma di dati crypto Kaiko. L’obiettivo dichiarato è dare a banche e gestori patrimoniali gli strumenti per controllare i rischi tecnici della finanza tokenizzata prima che diventi mainstream.
Sul lato tecnico, Ethereum lavora all’aggiornamento chiamato Glamsterdam: nei test di rete il tetto di gas utilizzabile per ogni blocco è già stato portato verso quota 200 milioni, con l’obiettivo di reggere un traffico maggiore da applicazioni DeFi e da asset tokenizzati. Un test aperto al pubblico è fissato al 6 ottobre.
Non manca la nota speculativa: Arc, la blockchain pensata da Circle per un uso professionale e istituzionale, è stata invasa da memecoin il giorno stesso del lancio, prima che chi specula spostasse altrove la propria attenzione nel giro di poche ore.
Chi ha un’esposizione diretta in Bitcoin dovrebbe guardare più al flusso di acquisti delle treasury aziendali nelle prossime settimane che al prezzo in sé: un rallentamento ulteriore segnalerebbe che la fase attuale è un rimbalzo, non l’inizio di un nuovo trend.
Dati e informazioni riportati da Soldionline in un articolo pubblicato giovedì 17 settembre 2026.