Bitcoin è sceso sotto gli 82.000 dollari mercoledì 14 ottobre, dopo aver toccato un massimo vicino agli 84.000. A pesare è stata l’inflazione americana di settembre, uscita sopra le attese sia nell’indice generale sia nella componente core, quella che esclude i prezzi più volatili.
La reazione è stata immediata anche altrove. I rendimenti obbligazionari sono saliti verso nuovi massimi del periodo e gli operatori hanno rimesso in conto nuovi rialzi decisi dalla Federal Reserve sui tassi. Per un asset che non paga cedole, tassi più alti rendono meno conveniente restare esposti.
Secondo Soldionline, la correzione non cancella del tutto la narrativa dell‘“Uptober”, l’idea di un ottobre positivo per la criptovaluta. Alcuni analisti vedono un possibile minimo locale all’inizio del mese, e gli indicatori on-chain mostrano una domanda ancora tenace. Il quadro macro, però, resta contro: oltre ai tassi c’è il rincaro dell’energia negli Stati Uniti.
Sul fronte europeo si muove il rapporto tra banche e cripto. Payward, la società che controlla l’exchange Kraken, ha annunciato l’acquisto della lituana Saldo Bank. Sarebbe la prima banca dell’Unione europea in mano a un gruppo crypto. L’obiettivo è ottenere licenze per raccogliere depositi e concedere prestiti dentro l’Unione, dentro le regole di MiCA.
Anche la banca centrale olandese ha mosso un passo: Qivalis ha ottenuto da lei l’autorizzazione come istituto di moneta elettronica. Potrà lanciare un token in euro che rispetta MiCA, appoggiato da ING, BNP Paribas e BBVA. Serve a regolare pagamenti sulla blockchain direttamente in euro, con possibili usi per bonifici istantanei e tesoreria delle imprese.
C’è anche un freno. In Francia si discute una tassa del 31,4% sulle stablecoin regolamentate. Alcuni osservatori temono che un prelievo simile spinga una parte degli scambi verso circuiti offshore dove si vede meno, e indebolisca proprio gli sforzi di regolazione europei. La proposta è ancora in discussione.
Intanto i grandi gestori tornano a muoversi. Gli asset cripto custoditi in ETF e prodotti simili di BlackRock e altri colossi sono cresciuti di circa il 63% e valgono 79,6 miliardi di dollari. Il livello resta inferiore ai massimi toccati nel 2025, e per gli analisti il segnale è un interesse istituzionale che c’è, ma con prudenza.
Sul lato dei piccoli investitori crescono le iniziative che avvicinano Borsa e blockchain. Perpetuals.com sta preparando uno strumento per negoziare negli Stati Uniti azioni in forma di token. EasyA, un ecosistema di app per sviluppatori valutato 1,1 miliardi di dollari, vuole sbarcare in Borsa prima della fine del 2027, con titoli nati già come token.
Il dato più utile per chi segue i mercati è questo: la volatilità di Bitcoin dipende dall’inflazione e dalle mosse sui tassi prima ancora che dalle novità normative. Per chi ha una quota di cripto nel portafoglio, la prossima lettura sui prezzi americani conta più di qualsiasi licenza bancaria.
Secondo Soldionline, notizia pubblicata mercoledì 14 ottobre 2026 dalla redazione.