La settimana di contrattazioni aperta oggi, lunedì 28 settembre 2026, porta un calendario fitto di letture sull’inflazione in Europa e negli Stati Uniti. Sono questi numeri a orientare le prossime mosse della Banca Centrale Europea guidata da Christine Lagarde e della Federal Reserve guidata da Kevin Warsh, entrambe attese a un nuovo verdetto sui tassi tra fine mese e inizio novembre.

Il comitato della Fed si chiuderà mercoledì 28 ottobre, un giorno prima dell’annuncio della BCE, fissato per giovedì 29 ottobre. Fino a quel momento ogni dato macro pubblicato questa settimana serve a confermare o smentire le attese già incorporate nei prezzi di Borsa e obbligazioni.

Si comincia oggi con i verbali dell’ultima riunione della Bank of Japan, che ha da poco alzato i tassi, e con i profitti industriali cinesi degli ultimi dodici mesi. Domani, martedì 29 settembre, la banca centrale australiana comunica la scelta sui tassi nella notte italiana. Di giorno seguono i prezzi alla produzione e al consumo della Spagna, le vendite del suo commercio al dettaglio riferite ad agosto e il costo alla produzione in Italia, mentre nel pomeriggio l’attenzione si sposta sul Nord America con il PIL canadese e la fiducia dei consumatori americani.

Mercoledì 30 settembre concentra la giornata più densa della settimana: nella stessa data cadono le letture sui prezzi al consumo di Francia, Germania e Italia, oltre a un primo termometro sul mercato del lavoro tedesco e sulla fiducia di imprese e famiglie italiane. In serata tocca agli Stati Uniti, con il report ADP sull’occupazione privata, il PIL del secondo trimestre e, soprattutto, l’indicatore che la Fed considera più affidabile per misurare i prezzi, il PCE core di agosto, contenuto nel report su spesa e redditi delle famiglie.

Giovedì 1° ottobre, con Shanghai e Hong Kong ferme per festività, il centro dell’attenzione passa al lavoro: la disoccupazione italiana di agosto e quella dell’intera area euro arrivano in mattinata, prima delle richieste settimanali di sussidio negli Stati Uniti nel pomeriggio.

Venerdì 2 ottobre riunisce i due numeri più attesi. In Europa arriva l’inflazione di settembre dell’area euro insieme alle vendite al dettaglio italiane. Negli Stati Uniti escono i Non Farm Payrolls, il conteggio dei nuovi posti di lavoro creati a settembre fuori dal settore agricolo, insieme al tasso di chi cerca lavoro senza trovarlo: è probabilmente il numero che muove di più i listini in tutti questi sette giorni, perché arriva come ultimo grande segnale sull’occupazione americana prima del verdetto Fed di fine ottobre.

Chiude il calendario, domenica 4 ottobre, il vertice dei Paesi produttori riuniti nell’OPEC, seguito dai mercati dell’energia per capire se il gruppo confermerà i tagli alla produzione già in vigore o ne annuncerà di nuovi.

Per chi ha un mutuo a tasso variabile o valuta quando bloccare il rendimento su un conto deposito, il numero da seguire con più attenzione è quello di venerdì: se l’occupazione americana sorprende al rialzo, la Fed avrà meno margine per tagliare a fine mese, e lo stesso ragionamento vale in senso opposto per la BCE una settimana dopo.

Calendario macroeconomico riportato da Money.it a firma di Laura Naka Antonelli, pubblicato domenica 27 settembre 2026.