La vigilanza bancaria della Banca centrale europea ha mandato una lettera ai grandi istituti dell’area euro: vanno rafforzate le protezioni dagli attacchi informatici che sfruttano l’intelligenza artificiale, con scadenza il 31 ottobre 2026. Lo ha raccontato QuiFinanza giovedì 15 ottobre. Il margine concesso alle banche è molto stretto, e la richiesta tocca da vicino chi ha un conto corrente.

Il punto di partenza è un doppio uso della tecnologia. Le banche adoperano sempre di più l’AI nei propri sistemi, e la stessa tecnologia è nelle mani dei criminali. La BCE chiede agli istituti di valutare come entrambi gli usi possano aprire nuove vulnerabilità.

Tre rischi emergono dalla lettera. Il primo riguarda gli agenti di intelligenza artificiale, cioè programmi che agiscono in autonomia: potrebbero scambiare per una minaccia un’attività del tutto regolare e bloccare dei servizi ai clienti. Il secondo è il prompt injection, la tecnica che nasconde comandi malevoli dentro file o messaggi, così da deviare il comportamento dell’AI. Il terzo è l’uso offensivo: l’AI può trovare i punti deboli dei sistemi, e può automatizzare le tappe di un attacco. Le intrusioni diventano così più rapide, e chi deve reagire ha meno tempo e il danno può arrivare fino ai risparmi.

Per contenere questi pericoli, la BCE chiede alle banche prima di tutto di stabilire con precisione i margini di azione degli agenti. Le operazioni più delicate richiedono una conferma umana. Ogni mossa dell’AI deve lasciare una traccia che si possa verificare, e deve esistere un modo per fermare tutto in fretta se qualcosa va storto.

Ci sono poi richieste più tradizionali. Gli istituti devono controllare a intervalli regolari le vulnerabilità dei programmi che usano, tenere aggiornata la sicurezza e conservare backup isolati. Serve anche un piano per il ripristino in caso di emergenza. Tutto avviene entro il perimetro di Dora, il regolamento europeo sulla resilienza operativa digitale, che vale dal 17 gennaio 2025 e fissa regole comuni di sicurezza informatica.

Anche i correntisti hanno qualche leva a disposizione. Conviene accendere gli avvisi sulle operazioni e dare un’occhiata ai movimenti del conto ogni tanto. Le credenziali di accesso vanno custodite con cura, e password o codici temporanei non si danno a nessuno. Prima di un bonifico, il nome del beneficiario deve corrispondere all’IBAN indicato.

Attenzione anche a chiamate e messaggi sospetti, perché l’AI può servire a confezionare comunicazioni false. Se arriva qualcosa che sembra della banca, la verifica passa dai canali ufficiali dell’istituto. Un pagamento non autorizzato va segnalato subito alla banca. Per contestarlo il limite è di 13 mesi.

Nei prossimi giorni, quindi, la mossa più semplice è aprire l’app della banca e accendere gli avvisi. Poi conviene tenere d’occhio il conto: la scadenza del 31 ottobre riguarda gli istituti, ma l’attenzione sui movimenti resta in mano a chi li usa.

Secondo QuiFinanza, articolo di Claudio Cafarelli pubblicato il 15 ottobre 2026.