Barclays eliminerà circa 5.000 posti entro dicembre, il 5% dei dipendenti nel mondo, e lo farà anche grazie all’intelligenza artificiale. Lo ha comunicato giovedì 22 ottobre insieme ai conti del terzo trimestre, che Forbes Italia ha raccontato lo stesso giorno. Il taglio arriva mentre l’utile cresce, ma resta sotto le previsioni.

Il piano pesa soprattutto sul personale non commerciale: le posizioni cancellate stanno per circa il 60% nelle funzioni di supporto, sviluppatori informatici compresi. Un dettaglio che conta, perché la programmazione è uno dei mestieri che l’IA dovrebbe aiutare, non sostituire. Barclays non ha spiegato quanti di quei ruoli spariscano per via dell’automazione e quanti per la semplice razionalizzazione della struttura.

Il calendario dei licenziamenti è già in corso. La direttrice finanziaria Anna Cross ha detto che 1.000 posti sono stati chiusi, mentre i restanti 4.000 usciranno entro il quarto trimestre. Restano quindi poco più di due mesi per completare la parte più grande dell’operazione.

I numeri del trimestre, chiuso il 30 settembre, mostrano una banca in salute ma non brillante. Prima delle imposte l’utile è passato dai 2,08 miliardi del 2025 a 2,32 miliardi in sterline, un rialzo del 12%. Quello netto sale a 1,65 miliardi (+13%). I ricavi sono cresciuti del 3%, fino a 7,37 miliardi contro i 7,17 di un anno prima.

Gli analisti, però, si aspettavano di più: circa 2,42 miliardi di utile ante imposte e 7,62 miliardi di ricavi. Lo scarto viene dall’investment banking, dove le due anime hanno viaggiato in direzioni opposte. Il trading azionario ha incassato il 47% in più su base annua. Il comparto di valute, materie prime e obbligazioni ha perso il 19%.

Il taglio del personale è solo una parte del piano sui costi. La banca ha messo in conto 201 milioni in sterline nel trimestre, destinati alla ristrutturazione dei costi, e ne prevede altri 300 circa negli ultimi tre mesi dell’anno. L’obiettivo dichiarato è un risparmio lordo superiore a 2 miliardi dal 2026 al 2028, ottenuto con più tecnologia e processi più semplici.

L’amministratore delegato C.S. Venkatakrishnan ha legato i guadagni di efficienza anche alla spesa tecnologica fatta negli ultimi anni, e ha parlato di una trasformazione che continuerà. Il quadro è tutto quello che la banca ha raccontato agli investitori: le cifre sui risparmi sono sue, non verificate da terzi. Manca anche la stima di quanto dei 2 miliardi dipenda dall’IA e quanto dai tagli già decisi.

Il caso Barclays dice una cosa chiara a chi lavora in banca o in funzioni tecnologiche: i profitti in crescita non proteggono i posti, e l’IA entra nei piani industriali come voce di costo da ridurre. Il prossimo punto di controllo è il bilancio del quarto trimestre, dove si vedrà quanto sono costati i 300 milioni annunciati e se il taglio è davvero concluso.

Forbes Italia, articolo di Martina Citterio pubblicato giovedì 22 ottobre 2026, sui risultati del terzo trimestre di Barclays.