I titoli bancari sono scesi a Wall Street, in Europa e a Singapore. Il motivo è il Treasury decennale, il cui rendimento ha superato il 5,35% e il 7 ottobre ha toccato il massimo dal 2002. Gli investitori si chiedono se le perdite sui bond possano riaprire il caso Silicon Valley Bank (SVB). Secondo Wall Street Italia, la risposta per ora è no, ma i prossimi giorni contano.
Il meccanismo è lineare. Quando i tassi salgono, le nuove obbligazioni pagano di più e quelle già emesse, con cedole più basse, valgono meno. Le banche ne hanno in portafoglio grandi quantità, quindi accumulano minusvalenze. Restano sulla carta finché i titoli non vengono venduti.
I numeri sono grossi. A fine giugno le banche americane avevano minusvalenze latenti sui bond per 326,7 miliardi di dollari, secondo la FDIC, l’agenzia che garantisce i depositi negli Stati Uniti. Da allora i rendimenti sono saliti ancora. Un ETF che segue un paniere di grandi banche americane, l’Invesco KBW Bank, ha lasciato sul terreno circa il 13% dal picco di agosto, stando a TradingView.
La correzione ha colpito anche fuori dagli Stati Uniti. Il 7 ottobre l’indice bancario europeo ha ceduto il 3,5%. Reuters riferisce che UniCredit, Intesa Sanpaolo, Deutsche Bank e Société Générale sono scese ciascuna di oltre il 4%. Pesano anche i timori sul debito pubblico francese. A Singapore OCBC è scesa del 5,9% dopo il taglio di Citi a “vendere”, e con lei hanno arretrato DBS e UOB.
Il paragone con SVB spiega la paura. Nel marzo 2023 la banca californiana annunciò di voler cedere bond in rosso e di rafforzare il capitale. I clienti reagirono: il 9 marzo tentarono di ritirare 42 miliardi in un giorno, e l’istituto crollò in meno di 48 ore. Le minusvalenze, da sole, non l’avevano affondata. Ha pesato la fuga dei depositanti.
Oggi i fondamentali sembrano più solidi. Per Tom Michaud, il numero uno di KBW, le perdite sui bond pesano intorno al 5% sul capitale delle banche, mentre nel 2023 erano al 19%. I depositi, poi, crescono: nel secondo trimestre sono saliti per l’ottavo trimestre di fila, secondo la FDIC. Da Jefferies, Joanna Cheah, citata da AsiaOne, legge le vendite asiatiche come un riflesso delle attese di mercato più che di un peggioramento dei conti.
Restano due variabili. La prima è se le minusvalenze diventino perdite vere, cosa che succede solo se una banca deve vendere per far cassa. La seconda è la tenuta dei depositi: senza fiducia dei clienti, anche un buon capitale può non bastare.
Un primo test arriva martedì 13 ottobre, quando presentano i conti JPMorgan, Wells Fargo, Citigroup e Goldman Sachs. Gli investitori guarderanno portafogli obbligazionari, qualità degli attivi e depositi. Chi ha azioni o ETF bancari nel portafoglio dovrebbe leggere quei bilanci prima di trarre conclusioni dal calo di questi giorni.
Secondo Wall Street Italia, articolo di Alessandra Caparello pubblicato il 12 ottobre 2026.