Il mercato dell’auto italiano ha chiuso settembre con 139.356 nuove vetture immatricolate, il 9,9% in più rispetto a settembre 2025. Il dato arriva dal Ministero dei Trasporti e lo ha ripreso Soldionline da un lancio ANSA di giovedì 1 ottobre. Stellantis, che nei conteggi include il marchio Leapmotor, ha fatto meglio della media.

Le immatricolazioni sono il conteggio ufficiale delle auto nuove registrate in Italia. Contano le vetture che ottengono la targa, non quelle ordinate e ancora in attesa di consegna. Per questo gli analisti le usano come termometro delle vendite del settore: sono un numero amministrativo, difficile da gonfiare.

Su base più ampia il quadro è simile. Da gennaio a settembre le nuove auto registrate sono 1.268.964, con un aumento dell’8,7% sullo stesso periodo dell’anno scorso. Il passo dei nove mesi è quindi un po’ più lento di quello del solo settembre, e questo racconta una cosa semplice: il mese appena chiuso ha accelerato rispetto alla tendenza dell’anno, senza però cambiarla di direzione.

Veniamo a Stellantis. Nel mese il gruppo ha immatricolato 38.704 auto, il 12,6% in più. Poiché il mercato è salito del 9,9%, il gruppo ha guadagnato terreno sui concorrenti. La quota di mercato, cioè la fetta di targhe che porta il suo marchio sul totale, è passata dal 27,1% al 27,8%. Sono sette decimi di punto, poco in apparenza, ma su un mercato da oltre 139.000 vetture al mese si traducono in migliaia di auto in più.

Il confronto sui nove mesi rende il vantaggio più evidente. Stellantis ha registrato 379.936 vetture da inizio anno, il 13,9% in più. La quota è salita dal 28,6% al 29,9%, un guadagno di 1,3 punti. Detto in modo diretto, quasi tre auto nuove su dieci immatricolate in Italia da gennaio escono dal gruppo.

Un dettaglio cambia il modo di leggere i numeri. Il Ministero dei Trasporti riporta i dati di Stellantis con Leapmotor dentro il perimetro, senza separare quanto pesi Leapmotor rispetto ai brand storici. Dai numeri disponibili non si capisce quindi se la crescita venga dalle sigle tradizionali o da Leapmotor. Nessun dato pubblicato lo specifica, e conviene non attribuire il merito a una sola delle due componenti.

C’è poi un limite da tenere presente. Tutte le cifre sono volumi di immatricolazioni e quote di mercato: dicono quante auto sono state registrate, non quanto il gruppo abbia guadagnato su ciascuna. Margini, prezzi di vendita e sconti restano fuori dal quadro, e sono loro a decidere se la crescita dei volumi fa bene ai conti dell’azienda.

Per chi sta pensando di cambiare auto, un mercato in crescita non significa prezzi più bassi in listino. Vale la pena confrontare le offerte dei concessionari con calma, perché le promozioni di fine anno dipendono da quanto i costruttori vogliono spingere le consegne. Il prossimo dato mensile del Ministero dei Trasporti dirà se ottobre conferma il passo di settembre.

Secondo Soldionline, che ha ripreso i dati del Ministero dei Trasporti da un lancio ANSA, la notizia è del 1 ottobre 2026.