Le imprese che assumono persone detenute o internate hanno tempo fino al 31 ottobre 2026 per chiedere il credito d’imposta della legge Smuraglia, quello che varrà per il 2027. Secondo QuiFinanza, il beneficio oscilla tra 300 e 520 euro a contratto. In più ci sono gli sgravi sui contributi: la parte previdenziale e assistenziale da versare può calare fino al 95%.
A poter fare richiesta sono le cooperative e le imprese che hanno una convenzione con un istituto penitenziario. Rientrano le aziende private con lavoratori dentro il carcere, quelle che hanno persone ammesse al lavoro all’esterno secondo l’articolo 21 della legge 354 del 1975 e quelle con lavoratori in regime di semilibertà. Servono comunque le condizioni previste dalla normativa.
La procedura parte dall’istituto penitenziario. L’impresa gli manda una richiesta preventiva, così l’istituto può pianificare l’uso dei fondi disponibili per l’anno dopo. Poi la domanda passa ai provveditorati regionali dell’Amministrazione penitenziaria e, in seguito, al Dipartimento.
In questa prima fase l’impresa indica quanto credito complessivo pensa di usare. L’ultima parola non è sua: il Dipartimento fissa, con scadenza 15 dicembre 2026, il tetto massimo riconoscibile a ciascun beneficiario. L’elenco delle imprese ammesse va poi all’Agenzia delle Entrate e viene pubblicato dal ministero della Giustizia sul suo sito.
Gli importi cambiano con la posizione del lavoratore. Per detenuti e internati assunti nelle attività previste dalla norma, il credito può salire a 520 euro al mese per ciascuno. Per chi è in semilibertà, la cifra è di 300 euro al mese.
Il part-time abbassa il conto, perché il credito si riproporziona sulle ore lavorate davvero. QuiFinanza fa tre esempi. Un tempo pieno con il massimo di 520 euro mensili vale 6.240 euro su dodici mesi. Con un part-time al 50%, cioè 20 ore a settimana, il credito scende a 260 euro al mese e a 3.120 euro l’anno. Per chi è in semilibertà a tempo pieno, 300 euro al mese per un anno portano a un totale teorico di 3.600 euro. Sono tutti importi massimi: il valore effettivo dipende da ciò che il Dipartimento riconosce a dicembre.
Il bonus non si interrompe quando la persona esce dal carcere. Per un periodo, benefici fiscali e contributivi continuano a valere, e la durata dipende da dove lavorava la persona. Se al momento della liberazione era in semilibertà o ammessa al lavoro esterno, i mesi di agevolazione sono 18. Se invece era stata assunta dentro l’istituto, senza lavoro esterno né semilibertà, salgono a 24.
Passati quei termini l’impresa smette di maturare credito e sgravi dedicati. Il rapporto di lavoro può comunque proseguire come un normale contratto con il dipendente.
Per un’impresa che ha già un accordo con un carcere o ci sta pensando, la scadenza utile è la fine di questo mese: chi non manda la richiesta preventiva entro il 31 ottobre resta fuori dal credito del 2027.
Secondo QuiFinanza, in un articolo di Federica Petrucci pubblicato il 18 ottobre 2026.